Un clima di forte delusione e tensione si è diffuso tra i circa 25mila candidati al concorso unico regionale per Operatori Socio-Sanitari (OSS) della Regione Campania, destinato a coprire 1274 posti a tempo indeterminato. A pochi giorni dall’inizio previsto delle prove scritte, il concorso è stato sospeso, prima a Salerno e poi anche a Napoli, a causa di “criticità tecniche e organizzative” non meglio precisate dalle autorità sanitarie regionali.
La sospensione e i motivi ufficiali.
Le prove, anticipate per il 22 settembre 2025 al Palapartenope e al Palavesuvio, sono state rinviate a data da destinarsi, senza indicazioni certe su quando saranno riprogrammate. L’Asl Napoli 1, che gestisce 737 posti con oltre 12mila candidati, ha annunciato il blocco insieme all’Asl di Salerno, riguardante 537 posti con un altrettanto numeroso gruppo di aspiranti OSS.
Fonti interne hanno riferito che ci sarebbero accertamenti in corso per verificare il corretto svolgimento della selezione, a seguito di alcune criticità già emerse nei mesi precedenti, quali quesiti contestati e possibili errori nei test preparatori. La mancanza di comunicazioni chiare ha alimentato proteste e rabbia tra i candidati.
L’impatto sui candidati e sul sistema sanitario regionale.
I 25mila aspiranti OSS, molti provenienti anche da regioni diverse, sarebbero dovuti eseguire i test dopo mesi di preparazione intensiva, esercitandosi su migliaia di quiz e organizzando trasferte e soggiorni nelle città campane. L’annuncio del rinvio improvviso ha causato proteste pubbliche e richieste di chiarimenti da parte dei sindacati, che sottolineano l’urgenza di assumere nuovo personale per sostenere un sistema sanitario regionale già in sofferenza.
L’interruzione del concorso rappresenta un grave ostacolo a un piano urgente di potenziamento dell’assistenza sanitaria in Campania, che soffre da anni una carenza strutturale di operatori socio-sanitari. La situazione rischia di compromettere la piena operatività dei servizi e la qualità dell’assistenza ai cittadini.
Reazioni politiche e sindacali.
La sospensione ha suscitato aspre critiche anche in ambito politico. Severino Nappi, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, ha definito la situazione “inaccettabile” e “una mancanza di rispetto verso i lavoratori e i pazienti campani”, annunciando interrogazioni per fare luce sulle reali cause del rinvio.
I sindacati FP CGIL, CISL e UIL hanno chiesto trasparenza nelle procedure e una rapida definizione delle nuove date per le prove, evidenziando come ritardi burocratici e organizzativi rischino di aggravare la già delicata crisi del personale sanitario nella regione.
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