Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche (OPI) della Puglia hanno lanciato un appello ufficiale alla Regione e all’ASL Bari per chiedere l’annullamento della prova preselettiva nel concorso unico regionale per 1.000 posti di infermiere. Secondo gli Ordini, procedere direttamente con le prove scritta e pratica è l’unica via per garantire efficienza e tempestività in un momento di grave carenza di personale.
Le motivazioni degli Ordini: perché la preselezione è “inutile”.
Nella nota inviata, tra gli altri, al Direttore Generale dell’ASL Bari, Luigi Fruscio, e all’Assessore alla Salute, Donato Pentassuglia, vengono elencate diverse ragioni tecniche e politiche:
- Tempi e carenze: la Puglia è attualmente priva di graduatorie attive per infermieri a tempo indeterminato. Una fase preselettiva allungherebbe inevitabilmente l’iter burocratico, ritardando l’ingresso in corsia di nuovi professionisti necessari a coprire i fabbisogni assistenziali.
- Analisi dei precedenti: nel precedente concorso gestito dall’ASL Bari, a fronte di 16.000 iscritti, si presentarono solo 9.000 candidati. Gli OPI ritengono fisiologico un calo simile anche in questa occasione, rendendo superflua una scrematura iniziale.
- Costi eccessivi: la logistica, i servizi informatici e il personale necessari per la preselezione comporterebbero costi aggiuntivi rilevanti per i bilanci regionali, già soggetti a stringenti vincoli finanziari.
- Lotta al precariato: senza una graduatoria stabile, il sistema sanitario è costretto a ricorrere a contratti flessibili per il fabbisogno ordinario. Disporre di una graduatoria ampia permetterebbe invece una stabilizzazione naturale del personale.
Il futuro della Sanità Pugliese.
Gli OPI sottolineano come una graduatoria solida sia fondamentale per affrontare le sfide dei prossimi tre anni:
- Pensionamenti: è previsto un alto numero di quiescenze nel prossimo triennio.
- Assistenza Territoriale: l’attuazione del DM 77/2022 richiede personale per Case e Ospedali di Comunità e Infermieri di Famiglia.
- Rientro dei talenti: è necessario favorire il ritorno dei professionisti pugliesi che lavorano in altre regioni o all’estero per non disperdere il capitale umano formato nelle università locali.
”Valorizzare la professione”.
In conclusione, gli Ordini ribadiscono che la professione infermieristica è già abilitata dallo Stato tramite la laurea. Saltare la preselezione non solo risponderebbe a criteri di economicità, ma eviterebbe di “mortificare” professionisti pronti a dare risposte immediate ai bisogni della collettività.
Il documento degli OPI pugliesi:
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