BARI – Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Puglia tornano a far sentire con forza la propria voce sul futuro dei concorsi pubblici regionali per infermieri. Con una nota ufficiale datata 1° aprile 2026, indirizzata ai vertici istituzionali regionali, gli OPI chiedono di eliminare la prova preselettiva prevista nel prossimo bando unico.
Nel documento, inviato tra gli altri al presidente della Regione Antonio Decaro e all’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, emerge una posizione netta: la preselezione rappresenterebbe un ostacolo ingiustificato in un momento di grave carenza di personale sanitario.
“Una scelta incomprensibile nel contesto attuale”
Secondo gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Puglia, l’eventuale introduzione di una fase preselettiva sarebbe non solo inutile, ma anche dannosa per il sistema sanitario regionale.
“La prova preselettiva – si legge nella nota – non risponde ad alcuna reale esigenza organizzativa e comporta un rallentamento delle procedure, aggravando una situazione già critica”.
Gli Ordini sottolineano come in passato i concorsi siano stati gestiti efficacemente anche senza preselezione, pur in presenza di un alto numero di candidati.
Carenza di infermieri e graduatorie assenti
Il nodo centrale resta quello della carenza strutturale di personale. Attualmente, la Regione Puglia non dispone di graduatorie a tempo indeterminato attive per infermieri, mentre cresce il fabbisogno legato anche all’attuazione del DM 77/2022 e allo sviluppo dell’assistenza territoriale, come l’infermiere di famiglia e comunità.
In questo scenario, secondo gli OPI, introdurre ulteriori passaggi selettivi significherebbe allungare i tempi di assunzione e mettere a rischio la continuità assistenziale.
“Una misura che svaluta la professione”
Uno degli aspetti più critici evidenziati riguarda il valore simbolico e culturale della preselezione. Gli infermieri, ricordano gli Ordini, sono professionisti laureati con titolo abilitante.
Prevedere una prova preliminare basata su quiz e banca dati, simile a quella degli OSS, rischierebbe di trasmettere “un messaggio distorto”, ovvero quello di una professione che necessita di ulteriori filtri prima ancora di accedere a prove già strutturate per valutare competenze e capacità.
I costi e i tempi della macchina concorsuale
Non solo una questione di principio. Gli OPI evidenziano anche un impatto concreto:
- aumento dei costi organizzativi
- rallentamento delle procedure
- ritardo nel reclutamento del personale
Elementi che, in un sistema sanitario già sotto pressione, rischiano di compromettere ulteriormente l’efficienza del servizio pubblico.
La richiesta: eliminare la preselettiva
La richiesta degli Ordini è chiara: procedere direttamente con le prove scritta e pratica, come già avvenuto in precedenti concorsi regionali con risultati positivi.
Un appello rivolto alle istituzioni affinché si privilegi:
- la rapidità delle assunzioni
- l’efficienza amministrativa
- il rispetto della professione infermieristica
“Gli infermieri pugliesi meritano rispetto”
Il documento si chiude con un messaggio forte e diretto: “Gli infermieri pugliesi meritano rispetto”.
Una presa di posizione che apre un confronto importante sul futuro del reclutamento sanitario in Puglia, in un momento storico in cui attrarre e valorizzare professionisti rappresenta una priorità assoluta per la tenuta del sistema sanitario.
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