Infermieri, OSS, Ostetriche e Professioni Sanitarie attendono il rinnovo del contratto. Ma dopo il tavolo ARAN del 22 luglio crescono i dubbi: stipendi, indennità, mensa, lavoro notturno e valorizzazione professionale restano i principali nodi da sciogliere.
Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Sanità 2025-2027 entra nella fase più delicata, ma il confronto tra ARAN e organizzazioni sindacali appare tutt’altro che concluso.
Dopo la riunione del 22 luglio, infatti, quasi tutte le sigle sindacali hanno espresso forti riserve sulla bozza contrattuale, giudicando gli aumenti economici ancora insufficienti e denunciando numerose criticità sul piano normativo. L’appuntamento decisivo è ora fissato per martedì 29 luglio, quando potrebbero arrivare le risposte definitive sui principali nodi ancora aperti.
Infermieri: aumenti troppo bassi per fermare la fuga dal Servizio sanitario.
Il Nursind non usa mezzi termini. Secondo il segretario nazionale Andrea Bottega, il contratto non rappresenta quella svolta economica necessaria per rendere nuovamente attrattiva la professione infermieristica.
Pur riconoscendo un incremento complessivo che, secondo il sindacato, potrebbe arrivare a circa 240 euro mensili, considerando anche le indennità già finanziate, il problema resta la struttura degli stipendi.
Secondo il Centro Studi Nursind, infatti, un infermiere con anzianità media percepisce appena 137 euro netti in più rispetto a un Operatore Socio Sanitario (OSS), una differenza ritenuta troppo contenuta rispetto alle responsabilità professionali richieste. Il sindacato chiede inoltre un aumento delle indennità per il lavoro notturno e chiarimenti sulle nuove regole relative alle ferie e alla pausa obbligatoria durante il turno.
Nursing Up: “Così non si valorizzano le professioni sanitarie”.
Anche Nursing Up esprime forte delusione.
Per il sindacato, gli incrementi economici previsti non sono sufficienti a recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi anni.
Tra le questioni più contestate figurano il mancato riconoscimento contrattuale dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC) e la proposta di inserire i professionisti con laurea magistrale nell’Area dell’Elevata Qualificazione anziché prevedere un percorso verso la dirigenza.
Dubbi anche sull’ipotesi di collocare gli autisti soccorritori nell’Area degli Assistenti, con il timore che possano essere utilizzate risorse destinate alle professioni sanitarie.
FIALS: bene qualche apertura, ma indennità e mensa restano un problema.
Più articolata la posizione della FIALS, che riconosce alcuni miglioramenti nella nuova bozza contrattuale.
Tra gli aspetti positivi vengono evidenziati:
- il riconoscimento delle indennità durante le ferie;
- l’equiparazione delle ferie per i neoassunti;
- l’apertura all’Area di Elevata Qualificazione per i professionisti con laurea magistrale e almeno quattro anni di esperienza.
Rimangono però numerose criticità.
Secondo la federazione, le indennità per lavoro notturno, festivo, turni e pronta disponibilità restano praticamente immutate e non valorizzano chi opera nei servizi più complessi.
La FIALS chiede inoltre maggiori riconoscimenti economici per chi lavora nell’emergenza-urgenza, nella salute mentale, nell’oncologia, nella medicina iperbarica e nelle unità dedicate alla preparazione dei farmaci antiblastici.
Tra i temi più sentiti torna anche quello del diritto alla mensa, che il sindacato ritiene debba trovare finalmente una disciplina uniforme su tutto il territorio nazionale.
FP CGIL: passi avanti, ma il contratto va ancora migliorato.
Più prudente la posizione della FP CGIL, che riconosce alcuni risultati ottenuti durante il negoziato.
Tra questi:
- il riconoscimento delle indennità anche durante i periodi di ferie;
- l’eliminazione della penalizzazione sulle ferie dei neoassunti;
- l’estensione delle ferie solidali ai lavoratori vittime di aggressioni.
Il sindacato continua però a chiedere una revisione delle indennità per le particolari condizioni di lavoro e maggiori garanzie sulla pausa obbligatoria di dieci minuti, affinché non comprometta il diritto alla mensa o al buono pasto per il personale turnista. Inoltre, sollecita un rafforzamento delle relazioni sindacali e maggiori tutele per la conciliazione tra lavoro e vita privata.
ARAN: “Il negoziato non è chiuso”.
Di segno opposto la posizione dell’ARAN, che parla di progressi concreti nella costruzione del nuovo contratto.
L’Agenzia precisa che le cifre diffuse pubblicamente da alcune organizzazioni sindacali sugli aumenti previsti non corrispondono alla proposta ancora in discussione e invita ad attendere la conclusione del negoziato prima di trarre conclusioni definitive.
Secondo l’ARAN, il confronto proseguirà per trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e valorizzazione del personale sanitario.
Il 29 luglio può cambiare tutto.
Il prossimo incontro potrebbe rappresentare il passaggio decisivo per il rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027.
Migliaia di infermieri, ostetriche, tecnici sanitari, fisioterapisti, amministrativi e OSS attendono risposte concrete non soltanto sugli aumenti in busta paga, ma anche su temi fondamentali come il lavoro notturno, le indennità, la mensa, il welfare contrattuale e il riconoscimento delle competenze professionali.
La sensazione è che il negoziato sia arrivato a un bivio: da un lato la necessità di chiudere rapidamente il contratto, già scaduto da due anni, dall’altro l’esigenza di garantire un rinnovo che sia davvero in grado di restituire dignità economica e professionale a chi ogni giorno assicura il funzionamento del Servizio sanitario nazionale.
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