Aumento dello stipendio tabellare, incremento dell’indennità e una nuova prospettiva professionale con l’Assistente Infermiere: ecco cosa cambia per gli Operatori Socio-Sanitari con l’ipotesi di rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2025-2027.
Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Sanità 2025-2027 introduce importanti novità anche per gli Operatori Socio-Sanitari. L’ipotesi di accordo è stata sottoscritta all’ARAN il 29 luglio 2026 e interessa oltre 592 mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Il testo dovrà ora completare l’iter previsto per arrivare alla sottoscrizione definitiva.
Per gli OSS, tuttavia, i numeri sono già particolarmente interessanti: a regime l’incremento fisso può arrivare a circa 171 euro lordi mensili, considerando sia l’aumento dello stipendio tabellare sia quello dell’indennità per la tutela del malato e la promozione della salute.
OSS, aumento di 112,60 euro sullo stipendio tabellare.
L’OSS continua a essere collocato nell’Area degli Operatori del CCNL del Comparto Sanità.
L’ipotesi di rinnovo prevede per questa area un incremento dello stipendio tabellare che arriva, a regime dal 1° gennaio 2027, a 112,60 euro lordi mensili per 13 mensilità.
Gli incrementi sono progressivi:
- +43,70 euro dal 1° gennaio 2025;
- +87,40 euro dal 1° gennaio 2026;
- +112,60 euro dal 1° gennaio 2027.
Si tratta di importi progressivi e non cumulativi: il valore del 2027 sostituisce quello precedente.
Per l’OSS con posizione economica iniziale, il nuovo stipendio tabellare annuo dell’Area degli Operatori raggiunge 22.896,54 euro lordi, su dodici mensilità alle quali si aggiunge la tredicesima.
Cresce anche l’indennità per la tutela del malato.
La seconda componente importante dell’aumento riguarda l’indennità per la tutela del malato e la promozione della salute.
Per gli OSS l’indennità passa dagli attuali 43,51 euro a 102,01 euro lordi mensili, con un incremento di 58,50 euro al mese, corrisposto per 12 mensilità.
Il conto complessivo, quindi, diventa:
112,60 euro di aumento tabellare + 58,50 euro di indennità = 171,10 euro lordi mensili.
Naturalmente si tratta di valori lordi e l’effettivo incremento netto in busta paga sarà inferiore e dipenderà dalla situazione fiscale e contributiva del singolo lavoratore. Inoltre, il tabellare è corrisposto per 13 mensilità, mentre l’indennità è prevista per 12.
E gli arretrati?
Poiché il rinnovo riguarda il triennio 2025-2027, una parte degli incrementi economici è riferita a periodi già trascorsi.
Secondo le elaborazioni pubblicate sulla base delle tabelle dell’ipotesi contrattuale, per un OSS in servizio per l’intero periodo e nella posizione economica considerata come riferimento, gli arretrati relativi agli incrementi tabellari possono arrivare a circa 2.015 euro lordi, mentre l’incremento dell’indennità di tutela del malato genera ulteriori somme per il periodo interessato.
L’importo effettivamente spettante, però, deve essere calcolato individualmente sulla base della data di assunzione, dell’orario di lavoro, della posizione economica e delle eventuali assenze o variazioni del rapporto di lavoro.
Non solo soldi: cambiano anche le prospettive professionali.
Il rinnovo contrattuale si inserisce in una trasformazione più ampia del sistema delle professioni sociosanitarie.
Una delle novità più rilevanti è infatti la presenza nel sistema contrattuale del nuovo profilo di Assistente Infermiere, collocato nell’Area degli Assistenti, ruolo sociosanitario.
L’Assistente Infermiere non sostituisce automaticamente l’infermiere e non coincide con l’OSS. Si tratta di un nuovo operatore di interesse sanitario che mantiene le competenze proprie dell’OSS e, dopo uno specifico percorso formativo, può svolgere ulteriori attività sanitarie previste dal profilo, collaborando con l’infermiere all’interno del team assistenziale.
Come si diventa Assistente Infermiere?
Il percorso è stato istituito attraverso l’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, successivamente modificato il 18 dicembre 2024 e recepito con il DPCM 28 febbraio 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 giugno 2025.
Per accedere al corso sono previsti, in via ordinaria, questi requisiti:
- possesso della qualifica di OSS o titolo equipollente;
- diploma di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale, oppure titolo estero di pari livello;
- almeno 24 mesi di esperienza professionale come OSS.
È prevista anche una deroga molto importante per gli OSS che non possiedono il diploma quinquennale: possono accedere al percorso coloro che hanno maturato almeno cinque anni di esperienza lavorativa come OSS negli ultimi otto anni. In questo caso è previsto anche un modulo teorico propedeutico aggiuntivo di almeno 100 ore.
Un corso di almeno 500 ore.
La formazione dell’Assistente Infermiere è di competenza delle Regioni e delle Province autonome.
Il corso deve avere una durata complessiva non inferiore a 500 ore, da svolgersi in un periodo compreso tra sei e dodici mesi.
La formazione comprende:
- almeno 200 ore di teoria;
- almeno 280 ore di tirocinio;
- almeno 20 ore di esercitazioni e simulazioni.
Il superamento dell’esame finale consente di ottenere la qualifica di Assistente Infermiere.
Quali attività potrà svolgere l’Assistente Infermiere?
Il nuovo profilo nasce per rafforzare il lavoro in équipe e rispondere alla crescente complessità dell’assistenza.
L’Assistente Infermiere, secondo il profilo nazionale, può svolgere attività rivolte direttamente alla persona e fornire supporto di tipo sanitario, gestionale, organizzativo e formativo.
Tra gli ambiti di competenza figurano le tecniche e gli interventi assistenziali di carattere sanitario e di primo soccorso, oltre all’organizzazione e all’integrazione con gli altri professionisti e operatori.
Le attività vengono svolte secondo le indicazioni dell’infermiere, in relazione alla gravità clinica della persona assistita e all’organizzazione del contesto. L’Assistente Infermiere resta inoltre responsabile della correttezza delle attività che svolge.
OSS e Assistente Infermiere: non sono la stessa professione.
Il nuovo scenario non significa, quindi, che l’OSS venga cancellato o che tutti gli OSS debbano diventare Assistenti Infermieri.
Le due figure hanno caratteristiche differenti.
L’OSS rimane il professionista di supporto all’assistenza, con un profilo rivolto alla soddisfazione dei bisogni primari della persona, al benessere e all’autonomia, operando in ambito sanitario, sociosanitario e sociale in collaborazione con gli altri professionisti. Il nuovo profilo nazionale dell’OSS è stato infatti aggiornato nel 2025 proprio per adeguarlo ai cambiamenti intervenuti nell’assistenza negli ultimi vent’anni.
L’Assistente Infermiere rappresenta invece un livello formativo e di competenze ulteriore, accessibile attraverso uno specifico percorso dopo la qualifica OSS e il possesso dei requisiti previsti.
Una possibile nuova strada per migliaia di OSS.
Per gli Operatori Socio-Sanitari il quadro che si sta delineando è dunque duplice.
Da una parte c’è il riconoscimento economico previsto dall’ipotesi del CCNL 2025-2027, con un incremento tabellare a regime di 112,60 euro e un aumento dell’indennità di tutela del malato di 58,50 euro.
Dall’altra c’è la possibilità di costruire una progressione professionale verso il nuovo profilo di Assistente Infermiere, attraverso un percorso formativo regionale di almeno 500 ore.
Resta però fondamentale non confondere i due piani: l’aumento contrattuale dell’OSS non dipende dal conseguimento della qualifica di Assistente Infermiere, così come diventare Assistente Infermiere non significa diventare infermiere.
L’infermiere rimane una professione sanitaria distinta, con laurea abilitante e iscrizione all’Ordine professionale. L’Assistente Infermiere è invece un nuovo operatore di interesse sanitario che si colloca nell’Area degli Assistenti del ruolo sociosanitario.
La partita adesso si sposta sull’applicazione concreta.
Il nuovo CCNL può rappresentare per gli OSS un passo avanti sul piano economico e, contemporaneamente, l’introduzione dell’Assistente Infermiere apre una nuova discussione sull’organizzazione del lavoro, sulla distribuzione delle competenze e sulla valorizzazione dell’esperienza maturata dagli operatori.
Il punto decisivo sarà ora capire come le singole Regioni organizzeranno i percorsi formativi e come le Aziende sanitarie inseriranno concretamente il nuovo profilo nei propri modelli assistenziali.
Per gli OSS, dunque, il prossimo futuro potrebbe significare non soltanto una busta paga più pesante, ma anche una maggiore possibilità di crescita professionale all’interno del sistema sanitario e sociosanitario.
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