Sepe: “Decisioni senza confronto, a rischio lavoratori e cittadini”
Si accende il caso della possibile chiusura del CAU (Centro di Assistenza Urgenza) del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi. La FIALS Emilia-Romagna ha annunciato un presidio per il 30 marzo davanti al Padiglione Albertoni 2, per protestare contro una decisione che, al momento, resta ancora senza comunicazioni ufficiali.
A guidare la mobilitazione è il segretario regionale Alfredo Sepe, che denuncia una gestione ritenuta inaccettabile sotto il profilo istituzionale e professionale.
“Notizie apprese dalla stampa”: la denuncia del sindacato
Secondo la Fials, la possibile chiusura del CAU sarebbe stata appresa dai lavoratori attraverso gli organi di informazione e non tramite canali ufficiali.
Un elemento definito “gravissimo”, che evidenzia – secondo il sindacato – una mancanza di rispetto nei confronti degli operatori sanitari coinvolti.
“La dignità dei professionisti non può essere calpestata da decisioni comunicate in modo informale”, è la posizione espressa dalla sigla sindacale.
CAU a rischio: un passo indietro per la sanità territoriale
Le indiscrezioni parlano di una chiusura imminente non solo del CAU del Sant’Orsola, ma anche di quello dell’Ospedale Maggiore di Bologna.
Se confermate, queste scelte rappresenterebbero, secondo la Fials, un arretramento nella gestione della sanità territoriale, proprio in un momento in cui si punta a rafforzare i servizi alternativi al Pronto Soccorso.
I CAU, infatti, sono stati pensati per:
- ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso
- gestire i codici a bassa complessità
- garantire risposte rapide ai cittadini
I numeri del CAU Sant’Orsola: oltre 12mila accessi in un anno
I dati raccontano un servizio tutt’altro che marginale. Attivo da maggio 2024, il CAU del Sant’Orsola ha registrato nel 2025 oltre 12.600 accessi, con una media superiore ai 1.000 utenti al mese.
Numeri che, secondo la Fials, dimostrano l’efficacia del modello e il suo contributo concreto nel decongestionare i Pronto Soccorso.
“Chiudere un servizio con questi risultati è una scelta incomprensibile e miope”, sottolinea il sindacato.
Lavoratori nel limbo: “Silenzio istituzionale inaccettabile”
Oltre all’impatto sui cittadini, la questione riguarda direttamente anche il personale sanitario.
Infermieri e OSS, secondo quanto denunciato, si troverebbero oggi in una condizione di totale incertezza, senza indicazioni sul proprio futuro lavorativo.
Una situazione che la Fials considera inaccettabile, soprattutto considerando l’impegno degli operatori nel rendere il servizio efficiente e riconosciuto.
Il presidio del 30 marzo: le richieste della Fials
La mobilitazione annunciata rappresenta un momento di pressione e confronto. Le richieste del sindacato sono chiare:
- chiarezza immediata sul futuro dei CAU
- stop a decisioni unilaterali
- rispetto per i lavoratori coinvolti
- garanzie occupazionali per il personale sanitario
Una battaglia che riguarda tutta la sanità
Per la Fials, la questione non riguarda solo i lavoratori, ma l’intero sistema sanitario e il diritto dei cittadini a servizi efficienti e accessibili.
Il futuro dei CAU diventa così un simbolo più ampio: quello di una sanità territoriale che rischia di indebolirsi proprio mentre dovrebbe essere rafforzata.
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