La denuncia arriva dai reparti di Chirurgia Vascolare e Toracica dell’Azienda “Dulbecco”: «Mancano spazi, privacy e sicurezza. Non possiamo garantire i LEA a causa di condizioni strutturali».
CATANZARO – Quella che doveva essere una misura d’emergenza eccezionale è diventata, di fatto, la normalità quotidiana. All’ospedale Pugliese di Catanzaro, la presenza di pazienti ricoverati sulle barelle nei corridoi non è più un evento occasionale, ma una condizione strutturale. A denunciarlo con forza, attraverso una nota formale inviata alla direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco”, sono gli infermieri e gli operatori socio-sanitari (OSS) in servizio nei reparti di Chirurgia vascolare e Chirurgia toracica.
Il personale descrive una situazione di «grave criticità assistenziale» e un «sovraccarico organizzativo» che sta mettendo a dura prova la tenuta dei reparti, incidendo direttamente sulla qualità e sulla sicurezza delle cure erogate ai pazienti.
Le conseguenze sui pazienti: privacy e sicurezza a rischio
Secondo quanto segnalato dagli operatori sanitari, la permanenza prolungata e sistematica dei degenti sulle barelle non è solo una questione di disagio logistico, ma un vero e proprio moltiplicatore di rischi. Nella nota vengono evidenziate criticità precise:
- Compromissione della dignità: La mancanza di spazi adeguati limita fortemente le condizioni di privacy dei pazienti, costretti a cure e degenze in situazioni di precarietà.
- Aumento del rischio clinico: Spazi ridotti e sovraffollamento aumentano esponenzialmente il rischio infettivo e rendono estremamente difficoltoso il monitoraggio appropriato dei parametri vitali.
- Standard assistenziali insufficienti: L’impossibilità di garantire i normali standard di cura in rapporto al numero effettivo di pazienti presenti nelle corsie.
Il personale sanitario: «Aumento del rischio professionale»
La crisi non risparmia chi working in prima linea. Infermieri e OSS hanno voluto mettere nero su bianco l’incremento del rischio professionale a cui sono sottoposti quotidianamente. Le condizioni operative attuali rendono il lavoro non solo più logorante, ma espongono il personale a potenziali responsabilità derivanti dal contesto di perenne emergenza.
La dichiarazione dei dipendenti è perentoria:
«Dichiariamo di non poter garantire pienamente l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) secondo gli standard previsti dalla normativa vigente. E questo non per negligenza professionale, bensì per condizioni organizzative e strutturali non dipendenti dalla nostra volontà o competenza».
L’appello ai vertici: «Intervenire con urgenza»
La lettera si conclude con una richiesta perentoria alla direzione sanitaria dell’Azienda Dulbecco e ai direttori delle due unità operative coinvolte, i dottori Chiappetta e Rubino. Il personale chiede l’adozione immediata di misure organizzative straordinarie per decongestionare i reparti e ripristinare condizioni di lavoro e di degenza che siano conformi agli standard di legge e, soprattutto, rispettose della dignità umana.
La palla passa ora ai vertici aziendali, chiamati a trovare soluzioni rapide per evitare che il collasso strutturale denunciato dai lavoratori si traduca in un danno irreparabile per i cittadini.
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