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La Società Italiana Medicina Diagnostica e Terapeutica esprime profonda preoccupazione dopo la perquisizione nel reparto di Malattie Infettive: “Indagini sì, ma senza atti intimidatori”.
Un duro colpo alla serenità del personale sanitario e un potenziale rischio per la continuità delle cure. Con queste premesse, la SIMEDET (Società Italiana Medicina Diagnostica e Terapeutica) ha preso una posizione netta in merito all’indagine della Procura di Ravenna che, il 13 febbraio 2026, ha portato alla perquisizione informatica del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale cittadino.
Solidarietà ai Professionisti e fiducia nella deontologia.
L’associazione ha manifestato massima solidarietà ai medici coinvolti, ribadendo piena fiducia nel loro operato e nel rispetto dei principi deontologici. Pur confermando il rispetto per il lavoro della magistratura, SIMEDET ha sollevato forti dubbi sulle modalità dell’intervento:
- Azioni sproporzionate: viene contestata l’irruzione e il sequestro di dispositivi informatici all’interno di un reparto in piena attività assistenziale.
- Clima intimidatorio: tali modalità sono percepite come atti che rischiano di ledere l’immagine e la tranquillità degli operatori.
- Impatto sui pazienti: l’associazione sottolinea come queste interferenze possano compromettere la continuità delle cure garantita quotidianamente ai degenti.
Il nodo della questione: l’Idoneità al volo e ai CPR.
Al centro della vicenda giudiziaria vi sarebbe la certificazione medica riguardante l’idoneità o inidoneità dei soggetti al volo e al trattenimento nei Centri per il Rimpatrio (CPR). Su questo punto, SIMEDET rivendica un principio cardine della professione:
“La certificazione di idoneità è un atto esclusivamente medico, basato su una valutazione clinica rigorosa e non su valutazioni di ordine pubblico o amministrativo”.
Secondo la società scientifica, il medico ha il dovere deontologico e l’obbligo legale di segnalare patologie che rendano rischioso un rimpatrio forzato. La valutazione clinica, dunque, non può e non deve essere subordinata a logiche di altra natura.
La richiesta di chiarezza.
In conclusione, SIMEDET chiede che le indagini facciano chiarezza nel più breve tempo possibile, per restituire dignità ai professionisti e garantire che l’autonomia clinica rimanga un baluardo inviolabile del sistema sanitario nazionale.
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