Diventare Operatore Socio-Sanitario (OSS) senza dover rinunciare allo stipendio o, peggio, essere costretti a licenziarsi. È questa la novità più importante emersa dall’assemblea annuale di Upipa (Unione Provinciale Istituzioni per l’Assistenza alla Persona), confermata dall’intervento dell’assessore provinciale alla salute e politiche sociali, Mario Tonina.
Mentre il bilancio dell’ente chiude in positivo con un utile di 50 mila euro (votato all’unanimità), a prendersi la scena è il nuovo piano di riforma per la formazione del personale, pensato per contrastare una carenza di organico che rischia di diventare cronica.
Dettagli della riforma: come cambiano i Corsi OSS.
Il nuovo modello organizzativo punta a scardinare il principale ostacolo per chi decide di riqualificarsi in età adulta: l’impossibilità di rimanere per mesi senza entrate economiche. La riforma si rivolge in primo luogo ai circa 400 ausiliari già attivi nelle APSP (Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona) trentine.
Le linee guida del nuovo percorso prevedono:
- Incentivi economici: un sostegno finanziario per chi decide di iscriversi ai corsi.
- Taglio delle ore di tirocinio: l’attività lavorativa già svolta nei reparti verrà in parte valorizzata e riconosciuta come tirocinio pratico.
- Flessibilità oraria: modelli organizzativi diversificati nelle varie sedi formative per rendere compatibili i turni di lavoro con le lezioni teoriche.
L’idea di affiancare la teoria alla pratica accanto a colleghi esperti, spiegano i promotori, promette di essere un percorso particolarmente qualificante, capace di attrarre sia giovani alla prima occupazione, sia lavoratori tra i 35 e i 50 anni in cerca di un rilancio professionale.
I numeri della crisi: perché intervenire Ora?
I dati presentati da Upipa scattano la fotografia di un settore sotto forte pressione demografica. Nelle strutture della provincia il fabbisogno di personale è guidato da due fattori critici:
- Un’età media elevata: su 2.250 OSS attualmente in servizio nelle APSP trentine, ben il 50% ha più di 50 anni.
- Ondata di pensionamenti: nei prossimi cinque anni sono già previsti 321 pensionamenti.
A fronte di questa uscita di personale, il sistema formativo attuale produce tra i 160 e i 180 nuovi OSS all’anno, una quota del tutto insufficiente se si pensa che a questo bacino attingono contemporaneamente le case di riposo, l’azienda sanitaria, la sanità privata e i servizi di assistenza domiciliare.
Più efficienza: conto termico e nuove strutture.
Oltre alla gestione del personale, la Giunta provinciale ha deliberato un importante stanziamento legato al “Conto Termico”, che permetterà alle Case di riposo di investire nel miglioramento strutturale, nell’efficientamento energetico e nell’ammodernamento degli edifici.
Un’azione che si inserisce in una strategia più ampia, come ricordato dall’assessore Tonina:
L’invecchiamento della popolazione ci chiede modelli nuovi, più flessibili e integrati. Stiamo lavorando sull’attivazione di nuovi posti a bassa intensità assistenziale, sul rafforzamento dei centri diurni e su strutture più moderne. Le APSP devono essere sempre più un presidio di prossimità e risposta concreta ai bisogni delle persone fragili.
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