SAN GIOVANNI ROTONDO – La tensione a Casa Sollievo della Sofferenza ha raggiunto il punto di rottura. Da oggi, 2 maggio, i lavoratori della storica struttura sanitaria fondata da San Pio hanno dato il via a una protesta estrema: uno sciopero della fame che si protrarrà fino al 4 maggio.
L’iniziativa è accompagnata da un presidio permanente allestito in un gazebo sulla scalinata della Via Crucis, luogo simbolo della spiritualità e del lavoro del presidio ospedaliero.
Le ragioni della protesta: “rispetto, non solo promesse”.
Il grido di battaglia dei lavoratori è chiaro: “Non siamo eroi da sfruttare, ma da rispettare”. Dietro questo slogan si nascondono mesi di trattative arenate e malcontento crescente.
Le sigle sindacali coinvolte (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials e Nursing Up) hanno elencato i punti critici della vertenza:
- Mancato rinnovo del contratto: i lavoratori attendono risposte normative ed economiche da troppo tempo.
- Arretrati non pagati: una pendenza economica che grava sulle famiglie dei dipendenti.
- Condizioni di lavoro: criticità legate all’applicazione di contratti privati e a ritmi ritenuti inadeguati.
Nonostante la richiesta dei sindacati di anticipare il tavolo tecnico con la direzione delle Risorse Umane (attualmente fissato per il 7 maggio), il silenzio dell’amministrazione ha spinto i rappresentanti verso l’inasprimento della mobilitazione.
Il programma della mobilitazione: corteo e attesa per il Cardinale Parolin.
La protesta non si fermerà al gazebo. Il calendario delle prossime ore è fitto di appuntamenti cruciali per il futuro della vertenza:
- 4 maggio (ore 18:30): grande corteo cittadino. La manifestazione partirà da viale Kennedy e attraverserà le strade principali di San Giovanni Rotondo per terminare nel piazzale dell’ospedale. È prevista la partecipazione di cittadini, associazioni e istituzioni locali.
- 5 maggio: una data chiave. In occasione del 70° anniversario dell’ospedale, è previsto l’arrivo del Cardinale Pietro Parolin. I sindacati hanno già annunciato l’intenzione di chiedere un incontro pacifico con l’alto prelato per esporre direttamente la precarietà vissuta dal personale della “Cittadella della Carità”.
Un presidio fondamentale per il territorio.
La crisi di Casa Sollievo della Sofferenza non riguarda solo i dipendenti, ma l’intero sistema sanitario del Gargano e della Capitanata. I lavoratori rivendicano un riconoscimento che vada oltre la retorica degli “eroi della corsia” nata durante la pandemia, chiedendo dignità contrattuale e garanzie per il futuro di un’opera che è patrimonio della collettività.
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