La Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, fondata da Padre Pio, vive un momento di profonda crisi. Quella che doveva essere una struttura privata di supporto al sistema pubblico è diventata, di fatto, un pilastro insostituibile per l’assistenza in urgenza. Oggi, però, quella stessa struttura è teatro di un doppio malessere: il grido d’allarme dei pazienti, costretti ad attese estenuanti, e quello del personale sanitario, medici e infermieri, che non riesce più a sostenere ritmi di lavoro insostenibili.
Pazienti nel limbo: il dramma delle attese.
Le segnalazioni che giungono in queste ore dipingono un quadro allarmante. Testimonianze dirette parlano di attese prolungate in condizioni critiche, come quella di un paziente rimasto tre ore in ambulanza sotto il sole cocente. È un grido di dolore che si leva dalla comunità, che vede nel Pronto Soccorso non più un luogo di rapida cura, ma un sistema saturo che fatica a rispondere ai bisogni primari.
Personale allo stremo: turni insostenibili.
Se i pazienti soffrono, il personale non sta meglio. Le denunce parlano di un drastico taglio alle risorse durante i turni serali: dopo le 20:00, le unità infermieristiche verrebbero ridotte da 10 a sole 4 o 5. Questa forzatura organizzativa mette a dura prova medici e infermieri, costretti a coprire postazioni multiple, dal triage alla sala rossa, senza una presenza adeguata. È evidente che il personale non ce la fa più a resistere a questi ritmi, che mettono a rischio la sicurezza del paziente e la salute stessa degli operatori.
“Tre ore di attesa in ambulanza con 40 gradi. […] Uno schifo assoluto. Svegliatevi, svegliamoci tutti, perché qua tra poco sarà una catastrofe.”
La situazione di Casa Sollievo della Sofferenza è lo specchio di una sanità pugliese che sta crollando sotto il peso di una gestione che non tiene conto del fattore umano. Medici e infermieri sono stremati, i pazienti sono esasperati: è necessario un intervento immediato prima che la situazione precipiti definitivamente.
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