I sindacati sollecitano un confronto immediato sulla nuova governance, sulle relazioni industriali e sulle rivendicazioni ancora irrisolte del personale. «Non vogliamo essere spettatori delle decisioni».
SAN GIOVANNI ROTONDO – La vertenza resta aperta e il personale continua ad attendere risposte. È questo il messaggio che arriva dalle segreterie territoriali e aziendali di FP CGIL e FP CISL, che hanno chiesto un incontro urgente alla Commissione di indirizzo e vigilanza della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza.
Al centro della richiesta ci sono la nuova governance dell’importante realtà sanitaria di San Giovanni Rotondo, le questioni ancora aperte nella vertenza sindacale e, soprattutto, la necessità di ristabilire un sistema di relazioni industriali fondato sul confronto diretto, sulla trasparenza e sulla comunicazione ufficiale.
La lettera, datata 28 agosto 2026 e indirizzata anche a Papa Leone XIV, rappresenta un nuovo passaggio in una fase che resta particolarmente delicata per lavoratrici e lavoratori dell’ospedale fondato da San Pio.
«Non chiediamo cogestione, ma rispetto del ruolo del sindacato».
Uno dei punti più critici sollevati dalle organizzazioni sindacali riguarda le modalità con cui sarebbero state apprese alcune decisioni relative al riassetto dei vertici aziendali.
Secondo FP CGIL e FP CISL, le notizie sul rinnovo del Consiglio di amministrazione, sulla conferma del direttore generale e sull’attribuzione di ulteriori deleghe ai vertici sarebbero arrivate ai rappresentanti dei lavoratori soltanto attraverso organi di stampa e social network, quando le decisioni erano già state assunte.
I sindacati chiariscono di non voler entrare nelle competenze degli organismi chiamati a decidere sulla governance e di non rivendicare alcuna forma di cogestione. Chiedono però che le rappresentanze dei lavoratori non vengano relegate a un ruolo marginale.
In una realtà sanitaria delle dimensioni e dell’importanza di Casa Sollievo della Sofferenza, secondo le due sigle, il confronto con le organizzazioni sindacali dovrebbe essere considerato uno strumento fondamentale per garantire stabilità e serenità all’interno dell’azienda.
Lo stato di agitazione non è superato.
Il cambio o la conferma dei vertici, infatti, non chiude automaticamente i nodi che hanno portato alla mobilitazione del personale.
FP CGIL e FP CISL ricordano che lo stato di agitazione resta formalmente aperto e che le questioni alla base della vertenza non hanno ancora trovato risposte definitive.
È proprio questo il punto che i sindacati intendono riportare al centro del confronto: le decisioni sulla governance e le problematiche che riguardano direttamente lavoratrici e lavoratori sono due aspetti che non possono essere considerati separatamente.
Il futuro dell’organizzazione sanitaria, le condizioni di lavoro, la gestione delle risorse umane e la qualità delle relazioni industriali rappresentano elementi strettamente collegati, soprattutto in un ospedale che costituisce un punto di riferimento non soltanto per il Gargano, ma per un vasto territorio regionale e nazionale.
Il nodo dell’incontro del 17 settembre a Roma.
Tra gli elementi che alimentano l’incertezza c’è anche la convocazione prevista per il 17 settembre presso la sede dell’ARIS a Roma.
Nella comunicazione inviata alla Commissione, le organizzazioni sindacali evidenziano che, al momento della stesura della lettera, non risultava una revoca formale dell’appuntamento.
Un dettaglio che, secondo CGIL e CISL, dimostrerebbe come sia necessario fare maggiore chiarezza nei rapporti tra i diversi livelli decisionali e nei canali attraverso i quali vengono comunicate le decisioni.
Il rischio, secondo le rappresentanze dei lavoratori, è che una vertenza complessa venga gestita attraverso informazioni frammentarie, indiscrezioni o comunicazioni indirette, anziché attraverso tavoli ufficiali e interlocuzioni strutturate.
La richiesta alla Commissione di indirizzo e vigilanza.
La richiesta di un incontro urgente è stata indirizzata alla Commissione di indirizzo e vigilanza, presieduta da Maximino Caballero Ledo e coordinata da Fabio Gasperini.
I sindacati chiedono l’apertura rapida di un tavolo capace di affrontare concretamente le questioni ancora irrisolte e di fornire risposte certe al personale.
Non un semplice incontro formale, dunque, ma un confronto che possa segnare un cambio di passo nei rapporti tra la governance della Fondazione, il management e le rappresentanze sindacali.
Casa Sollievo della Sofferenza rappresenta infatti una delle più importanti realtà sanitarie e occupazionali della Capitanata. Ogni tensione che coinvolge il personale e ogni fase di incertezza organizzativa hanno inevitabilmente ripercussioni su migliaia di lavoratori, famiglie e cittadini che guardano all’ospedale come a un presidio fondamentale per il diritto alla salute.
«Senza risposte, pronti a rilanciare la mobilitazione».
Nella parte conclusiva della loro iniziativa, FP CGIL e FP CISL non escludono nuove forme di mobilitazione.
Qualora non dovessero arrivare risposte adeguate o un segnale concreto di apertura al confronto, le organizzazioni sindacali annunciano di essere pronte a mettere in campo ogni iniziativa politica, sindacale e legale ritenuta necessaria per tutelare i diritti e la dignità dei dipendenti.
Una posizione che conferma come la vertenza non possa essere considerata chiusa.
Ora la palla passa alla Commissione di indirizzo e vigilanza e alla nuova governance. La risposta alla richiesta di incontro e le decisioni che verranno assunte nelle prossime settimane diranno se sarà possibile ricostruire un dialogo stabile e produttivo oppure se il conflitto entrerà in una nuova fase.
Per lavoratrici e lavoratori di Casa Sollievo della Sofferenza, intanto, la richiesta resta chiara: trasparenza, confronto e risposte concrete. Perché le grandi decisioni che riguardano il futuro di un ospedale così importante non possono prescindere da chi, ogni giorno, garantisce sul campo il funzionamento dei servizi e l’assistenza ai pazienti.
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