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È un post-esame ad “alta tensione” quello che stanno vivendo migliaia di aspiranti medici in Italia. Il Test di Medicina 2025, svolto nell’ambito della nuova riforma del “semestre filtro”, è finito nell’occhio del ciclone per presunte irregolarità, uso di smartphone in aula e fughe di notizie online.
Mentre il Ministero dell’Università difende la validità della prova, studenti e associazioni dei consumatori annunciano battaglia legale. Ecco cosa sta succedendo.
Le accuse: Smartphone, TikTok e ricerche sospette
Secondo quanto riportato dalle cronache e dalle denunce degli studenti, durante lo svolgimento della prova si sarebbero verificate diverse irregolarità. Le segnalazioni parlano chiaro:
- Foto online in tempo reale: Alcuni candidati avrebbero fotografato i compiti e li avrebbero pubblicati su chat di gruppo e social network (come TikTok) mentre l’esame era ancora in corso.
- Picchi di ricerche su Google: È stato registrato un aumento anomalo di ricerche per termini specifici presenti nel compito (come “aminoacil-tRNA”, “gram positivo”, “legame ione ammonio”) proprio durante le ore del test e nella notte precedente.
- Telefoni in aula: In diverse sedi sarebbero stati segnalati squilli di telefono e l’uso di dispositivi non consentiti.
La risposta del Ministro Bernini: “Annulleremo le prove dei furbetti”
Di fronte alle polemiche, il Ministro dell’Università Anna Maria Bernini e la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) hanno tenuto una linea ferma ma cauta.
Il messaggio è duplice:
- L’esame resta valido: Le irregolarità riguarderebbero un “numero marginale” di candidati e non devono inficiare la validità della prova per le 55mila studentesse e studenti che hanno svolto il test onestamente.
- Tolleranza zero: È stata avviata una “ricognizione” per individuare i responsabili. Chi è stato colto in fallo o ha diffuso materiale online vedrà la propria prova annullata. “Risaliremo a questi furbetti e annulleremo i loro compiti”, ha assicurato il Ministro.
Ricorso collettivo e scontro politico
Le rassicurazioni istituzionali non sembrano bastare. Il Codacons ha già annunciato un ricorso collettivo per le irregolarità riscontrate, mettendo a rischio l’intera procedura concorsuale.
Anche la politica è in fermento:
- Matteo Renzi (IV) ha definito il “semestre filtro” un flop, accusando il governo di non aver saputo gestire la riforma.
- PD e M5S chiedono chiarezza in aula, definendo la situazione “una farsa” e “un caos totale”.
Cosa succede adesso?
I risultati sono attesi per il 3 dicembre. Fino ad allora, resta l’incognita su quanti compiti verranno effettivamente annullati e se i ricorsi porteranno a un blocco delle graduatorie. Quello che doveva essere un momento decisivo per la “riforma storica” dell’accesso a Medicina si è trasformato, per ora, in un terreno di scontro.

