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19 Gen 2026, Lun

Caos Medicina: la “guerra” dei 6mila ricorsi e la controffensiva di Bernini. Cosa sta succedendo davvero?

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Mentre oggi escono i risultati del primo test, il “semestre filtro” finisce nella bufera. Tra foto rubate, minacce legali e la ferma replica del Ministro in TV, ecco la cronaca di una giornata di fuoco per l’università italiana.

​Doveva essere il giorno della verità per migliaia di aspiranti camici bianchi, ma questo martedì 3 dicembre 2025 rischia di essere ricordato come il giorno della grande incertezza. Mentre i risultati del primo appello di Medicina vengono pubblicati, l’attenzione non è sui voti, ma sulle carte bollate. La riforma del “semestre filtro”, nata per superare le criticità del vecchio numero chiuso, sembra essersi incagliata nello scoglio più prevedibile e temuto: quello dei ricorsi. E i numeri fanno impressione: sono già seimila.

La rivolta degli studenti: “Sistema inadeguato”

Il clima è rovente. Le associazioni studentesche, con in testa l’Unione degli Universitari (UDU) e il comitato “Medici senza filtri”, non usano mezzi termini per descrivere quanto accaduto lo scorso 20 novembre. Parlano di un sistema “strutturalmente inadeguato”, di plichi aperti in anticipo e, soprattutto, di smartphone in aula.

​È proprio la tecnologia il pomo della discordia: in un’epoca iperconnessa, il divieto di introdurre dispositivi elettronici sembra essere stato aggirato in diversi atenei, tanto che le foto dei test hanno iniziato a circolare online quasi in tempo reale. Una situazione che ha spinto gli studenti a chiedere misure drastiche per il prossimo appello del 10 dicembre, invocando addirittura l’installazione di metal detector agli ingressi delle facoltà. Una richiesta che restituisce la misura della sfiducia che serpeggia tra i banchi.

La Ministra Bernini al contrattacco: “Solo fake news”

Se gli studenti attaccano, il Ministero non resta a guardare. La Ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha scelto i microfoni di Mattino Cinque per lanciare la sua controffensiva proprio nella mattinata decisiva. Il suo messaggio è chiaro: non esiste alcun broglio sistemico.

​La Ministra ha smontato pezzo per pezzo la narrazione “catastrofica” che circola sui social, bollacchiandola come una sequenza di fake news. L’esempio portato dalla Bernini è logico e schiacciante: “Si dice che a Reggio Calabria abbiano copiato tutti, ma lì non c’è nemmeno la facoltà di Medicina”. Un modo per dire che il panico online è spesso ingiustificato e privo di fondamento.

Pugno duro sui “furbetti” del web

Ma la difesa del Ministero non si limita alle smentite. Bernini ha annunciato il pugno duro contro chi ha violato le regole, trasformando la vanità social in una trappola. Chi ha postato le foto del compito vantandosi di aver copiato, infatti, potrebbe aver firmato la propria condanna accademica: attraverso i codici identificativi visibili nelle immagini, il Ministero e la Polizia Postale stanno risalendo ai nomi. Per loro, quella foto varrà come un’autodenuncia e l’annullamento immediato della prova.

Cosa ci aspetta ora?

La partita è tutt’altro che chiusa. L’UDU è pronta a portare la questione in Europa, davanti al Comitato dei diritti sociali, mentre migliaia di famiglie attendono di capire se il futuro dei propri figli sarà deciso da un quiz o da un tribunale.

​L’appuntamento è ora fissato al 10 dicembre per il secondo appello. Resta da vedere se basteranno le rassicurazioni della Ministra a calmare gli animi, o se davvero, per entrare a Medicina, bisognerà passare attraverso un metal detector.

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