Un grido d’allarme formale quello che arriva dal cuore di uno degli ospedali simbolo della sanità privata accreditata milanese. Infermieri e operatori socio-sanitari (OSS) del Pronto Soccorso del San Raffaele hanno inviato una segnalazione durissima alla direzione, denunciando una situazione al limite della sostenibilità che mette a rischio non solo la salute degli operatori, ma anche la sicurezza dei pazienti.
Carenza di personale e turni scoperti.
Il cuore della protesta riguarda la cronica carenza di organico. Secondo il documento inviato dai lavoratori (assunti con contratto Aiop), mancherebbero all’appello circa 10 infermieri. Da mesi, ogni turno verrebbe gestito con un operatore in meno rispetto a quanto previsto, creando un effetto domino sull’Area di Osservazione Breve Intensiva (Obi). Le conseguenze sono evidenti:
- Carichi di lavoro estenuanti.
- Aumento esponenziale del rischio di errore clinico.
- Fuga del personale (frequenti dimissioni).
- Tempi di attesa interminabili per l’utenza.
“Senza traverse e cerotti”: la caccia ai materiali.
Uno degli aspetti più sconcertanti emersi dalla denuncia riguarda la scarsità di materiali di consumo quotidiano. Gli operatori raccontano una realtà notturna fatta di “spedizioni” verso altri reparti per recuperare il necessario:
“Siamo costretti a reperire altrove traverse monouso, cerotti per agocannule, contenzioni pelviche, pannoloni e camici.”
Una gestione delle scorte che, secondo i firmatari, aggrava una situazione strutturale già precaria.
Sicurezza e Rischio Infettivo.
Il personale punta il dito anche sulla gestione dei flussi durante la stagione influenzale. Nonostante il piano regionale, al San Raffaele la separazione tra pazienti con sintomi influenzali e altri avverrebbe solo tramite “delimitazioni visive”, giudicate insufficienti a garantire una reale barriera contro il contagio. Inoltre, viene segnalato che i tamponi vengono eseguiti solo per il Covid-19 e non per l’influenza, aumentando il rischio di promiscuità in sale d’attesa sovraffollate.
Aggressioni al Triage: chi tutela chi cura?
Non manca il tema della sicurezza sul lavoro. Il personale di triage, in particolare, è sempre più spesso bersaglio di aggressioni verbali e fisiche da parte di pazienti ed esperti esasperati dalle attese. I lavoratori lamentano:
- L’assenza di un servizio di vigilanza continuativo.
- La mancanza di un riconoscimento economico per l’indennità di pronto soccorso.
Le richieste alla Direzione.
La nota, che richiama il Codice Deontologico Fnopi e il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), chiede un intervento immediato. Tra le proposte avanzate dal personale c’è l’estensione delle procedure di ricovero anche durante la notte per snellire il flusso in pronto soccorso e l’aggiornamento urgente delle misure di sicurezza e dell’organico.
Al momento, si attende una replica ufficiale della direzione del San Raffaele in merito alle criticità sollevate dai propri dipendenti.
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