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Tensione alle stelle nell’ospedale di San Pio. I sindacati annunciano battaglia contro il cambio di contratto e i mancati pagamenti: “Un tradimento verso i lavoratori”.
Non c’è pace tra le corsie di Casa Sollievo della Sofferenza. A San Giovanni Rotondo (Foggia), quello che dovrebbe essere il luogo della cura e del sollievo si è trasformato nell’epicentro di un duro scontro sindacale. La direzione dell’Istituto e le sigle sindacali sono ormai ai ferri corti, con una minaccia di sciopero che si fa sempre più concreta.
Ma cosa ha scatenato questa rottura? Al centro della disputa c’è il futuro contrattuale di centinaia di operatori sanitari e una situazione economica che non sembra trovare sbocchi.
Il “Casus Belli”: dal Pubblico al Privato
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione – definita “unilaterale” dai sindacati – della governance guidata dal direttore generale Gino Gumirato. L’amministrazione ha comunicato l’intenzione di disdire l’attuale applicazione del CCNL della Sanità Pubblica (recentemente rinnovato) per passare, a partire dal 1° marzo 2026, al contratto della sanità privata (Ccnl Aiop-Aris).
Il problema? Secondo i sindacati (Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Fials, Nursing Up e Nursind), il contratto privato che l’azienda vorrebbe applicare è scaduto nel 2018, è economicamente meno vantaggioso e comporterebbe un peggioramento delle tutele normative. In sintesi: stipendi potenzialmente più bassi e diritti ridotti per chi ogni giorno garantisce l’eccellenza sanitaria.
La difesa dell’Azienda: “Mancano i fondi”
Dall’altra parte della barricata, la direzione dell’ospedale si difende numeri alla mano. Il manager Gino Gumirato ha sottolineato che, pur svolgendo un servizio pubblico essenziale finanziato dal Servizio Sanitario Regionale, la Fondazione non riceve finanziamenti extra rispetto alle tariffe standard.
La tesi della governance è chiara: la sofferenza finanziaria è reale e non dipende solo dall’attuale gestione, ma è un’eredità pesante che impedisce, ad oggi, di sostenere i costi del rinnovo contrattuale pubblico (inclusi arretrati e adeguamenti tabellari).
La rabbia dei sindacati: “Decreti ingiuntivi e sciopero”
Le spiegazioni non sono bastate a placare gli animi. Anzi. Le organizzazioni sindacali parlano di “miopia aziendale” e di “tradimento”.
La situazione è precipitata dopo l’incontro del 26 novembre, portando alla proclamazione dello stato di agitazione. Non si tratta solo del futuro contratto: i lavoratori lamentano il mancato pagamento di arretrati e premi di produzione previsti dagli accordi.
Per questo motivo, oltre alla mobilitazione in piazza, si prepara la battaglia legale: i sindacati hanno annunciato di voler procedere con decreti ingiuntivi per recuperare le somme spettanti.
Un anniversario amaro
C’è un aspetto simbolico che rende questa vertenza ancora più dolorosa. Come sottolineano Nursing Up e Nursind, questo scontro durissimo avviene proprio nell’anno in cui ci si prepara a celebrare il 70esimo anniversario della Fondazione voluta da Padre Pio.
Invece di festeggiare il personale che ha reso grande l’istituto, si prospetta un taglio agli stipendi e una retrocessione dei diritti.
Cosa succede ora?
Il segretario provinciale del Nursind, Giuseppe Giampietro, ha chiesto un tentativo di conciliazione al Prefetto di Foggia. Ma il messaggio è chiaro: se non ci saranno passi indietro da parte dell’azienda, lo sciopero sarà inevitabile.
Un epilogo che rischierebbe di paralizzare uno dei poli ospedalieri più importanti del Sud Italia, lasciando ancora una volta pazienti e lavoratori in mezzo a una tempesta burocratica ed economica.


