Una sentenza storica quella depositata a Savona: il giudice riconosce agli infermieri il diritto al buono pasto quando la pausa mensa non può essere fruita per esigenze di servizio. L’AADI annuncia: “È solo l’inizio”.
Pubblicato il 03.06.26 | Aggiornato il 03.06.26 | Redazione
Il contenzioso sui diritti dei lavoratori sanitari segna un punto di svolta importante in Liguria. Il Tribunale di Savona ha emesso una sentenza destinata a fare giurisprudenza, dando ragione a sette infermieri in servizio presso l’ASL 2 ATS Liguria e accogliendo il ricorso promosso dal sindacato AADI Savona.
Al centro della disputa, il diritto al buono pasto per i lavoratori impegnati nei turni che, a causa delle stringenti necessità assistenziali, si vedono negata la possibilità di usufruire della pausa mensa dopo sei ore di servizio continuativo.
La sentenza: un diritto sancito dal giudice
La decisione del giudice non si limita a riconoscere il diritto al buono pasto per il futuro, ma dispone anche il pagamento degli arretrati maturati dagli infermieri coinvolti.
Il principio alla base della causa risiede nella giurisprudenza della Cassazione, spesso richiamata dall’AADI: laddove le esigenze di reparto impediscano di staccarsi dal posto di lavoro per consumare il pasto, l’azienda è tenuta a fornire un indennizzo sostitutivo, ovvero il buono pasto. Secondo quanto emerso nel ricorso, l’ASL 2 non avrebbe garantito negli anni né la fruizione effettiva della pausa, né la relativa compensazione economica.
AADI: “Un successo storico per la categoria”
La soddisfazione in casa AADI è alta. Antonio Flaminio, segretario provinciale AADI Savona, ha espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto dal team legale.
“Il successo è stato possibile grazie al lavoro dell’Ufficio Legale AADI e del nostro giurista Mauro Di Fresco, che da anni sostiene con competenza che dopo sei ore di lavoro continuativo il buono pasto è un diritto per tutti i professionisti della salute” – ha dichiarato Flaminio.
Il segretario ha definito la sentenza un “passo storico” per il territorio savonese, sottolineando come si tratti di un diritto fondamentale che, finora, veniva sistematicamente negato ai professionisti impegnati nella continuità assistenziale.
Verso nuovi ricorsi: il precedente di Savona
La battaglia non finisce qui. L’AADI Savona ha già annunciato l’intenzione di proseguire con ulteriori azioni legali per estendere questo riconoscimento a tutti i lavoratori turnisti che si trovano nelle medesime condizioni.
Con questa “causa pilota” vinta, il sindacato si propone di aprire una strada percorribile da molti altri infermieri e operatori sanitari della provincia, auspicando che la sentenza possa fare da apripista anche per altre realtà sanitarie in Italia.
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