Non c’è pace per il comparto sanitario della provincia di Chieti. Mentre gli ospedali del territorio gridano aiuto per la carenza di personale, scoppia un caso burocratico che rischia di bloccare le nuove assunzioni proprio sul traguardo. Al centro della tempesta c’è la ASL Lanciano Vasto Chieti, rea secondo l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di aver nominato una commissione esaminatrice “zoppa”, priva cioè delle figure professionali necessarie per legge.
Un errore di forma che può diventare un danno per i cittadini.
Il grido d’allarme arriva direttamente dal presidente provinciale dell’OPI, Giancarlo Cicolini, che non usa giri di parole: senza un dirigente infermiere all’interno della commissione, l’intera procedura di selezione è a rischio annullamento. Il paradosso è evidente: si cercano infermieri per tamponare l’emergenza nelle corsie, ma si rischia di veder sfumare i contratti a causa di un vizio di forma nella scelta di chi deve giudicare i candidati.
“È una questione di rispetto professionale e di competenza tecnica”, spiega Cicolini. “Nessuno sognerebbe mai di far valutare dei medici da una commissione presieduta da un infermiere; non si capisce perché per la nostra categoria si debba procedere diversamente, escludendo chi ha le competenze specifiche per valutare il merito dei futuri colleghi”.
Il rischio del “nulla di fatto”
L’OPI Chieti, sostenuta anche dalle sigle sindacali, teme che questo “passo falso” della ASL possa innescare una pioggia di ricorsi, portando al blocco della graduatoria. In un momento in cui l’assistenza sanitaria è già sotto pressione, un ritardo nelle assunzioni si tradurrebbe in un danno diretto per i cittadini e per il diritto alla salute.
Per questo motivo, l’Ordine ha chiesto ufficialmente alla ASL di fare un passo indietro immediato, annullando gli atti in autotutela per ricostituire una commissione che sia pienamente legittima e rispettosa delle norme. L’obiettivo è chiaro: correggere il tiro subito per evitare che mesi di attesa si trasformino in un nulla di fatto.
Un appello al dialogo.
Nonostante i toni fermi, la porta dell’OPI resta aperta. L’invito rivolto ai vertici della ASL 02 è quello di un confronto istituzionale rapido e concreto. La priorità resta una sola: far entrare il prima possibile nuovi professionisti negli ospedali, garantendo però che il loro ingresso avvenga attraverso un percorso trasparente, legale e che riconosca la dignità della dirigenza infermieristica.
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