Cresce l’interesse per la professione infermieristica. In tutta Italia si registra una netta ripresa delle richieste di ammissione ai corsi di laurea, con 22.000 candidati pronti ad affrontare i test d’accesso fissati per il 16 settembre (in lingua italiana) e per il 17 settembre (in lingua inglese). Un segnale di forte vitalità per il settore, certificato dai dati diffusi dalla FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) e raccolti da Angelo Mastrillo in collaborazione con le università.
I numeri del 2026: +16,3% di domande e posti coperti.
A fronte di 20.672 posti messi a bando (+263 rispetto al 2025), le candidature fanno registrare un balzo in avanti notevole. Se lo scorso anno ci si era fermati a 18.836 domande (su 20.409 posti), quest’anno si contano 3.071 aspiranti in più, segnando un incremento del 16,3%.
Questo aumento permette al rapporto domande/posti di tornare sopra la soglia di copertura nazionale, passando da 0,92 a 1,06.
La geografia dei test: volano il Nord e il Meridione.
L’aumento delle adesioni è diffuso su scala nazionale, ma con alcune peculiarità territoriali:
- Nord Italia: le domande passano da 6.225 a 7.437, registrando la crescita percentuale più alta (+19,5%).
- Centro Italia: tiene saldamente la posizione, passando da 4.323 a 5.102 candidature.
- Sud e Isole: si conferma l’area con il volume di domande più alto in proporzione ai posti a disposizione. I candidati salgono a 9.368 (contro gli 8.288 del 2025, +13%), facendo impennare il rapporto domande/posti a 1,67 (era 1,5 lo scorso anno). In diverse università del Meridione (come Foggia, Bari, Lecce, Napoli, Salerno e Cosenza) il rapporto ha superato quota 2, con un picco record all’Università di Cagliari, dove si registrano 3,2 domande per ogni posto disponibile (523 candidati per 164 posti).
Gli esempi virtuosi e la situazione nelle grandi città.
Tra i singoli atenei che brillano per incrementi percentuali spiccano:
- Napoli Federico II: +63,1% di domande (passate da 621 a 1.013 per 510 posti, letteralmente raddoppiate).
- Università del Piemonte Orientale: +44,1% (452 domande per 426 posti).
- Milano Bicocca: +51,3% (348 domande).
- Chieti: +40,4% (393 domande per 253 posti).
- Udine: 292 domande per 204 posti, quasi un centinaio in più rispetto allo scorso anno.
Discorso diverso, invece, per alcune grandi metropoli dove persistono criticità: l’Università Sapienza di Roma, pur guadagnando circa 300 domande rispetto al passato, si ferma a 1.351 candidature a fronte di 2.545 posti disponibili. Stessa tendenza a Tor Vergata, dove a fronte di una riduzione dei posti (725), le domande raccolte sono state 583, confermando una carenza di candidati rispetto all’offerta formativa.
FNOPI: “Frutto delle riforme e del lavoro sul territorio”.
Grande soddisfazione da parte della FNOPI per quella che viene definita a tutti gli effetti un’inversione di tendenza: “Ci auguriamo persista per più cicli e si attesti in modo uniforme su tutto il territorio”, commenta la Federazione.
Per i vertici degli infermieri, questi risultati sono il frutto delle importanti riforme avviate con i Ministeri della Salute e dell’Università e della Ricerca, che hanno puntato a consolidare il ruolo dell’infermiere a tutti i livelli. Un plauso speciale viene rivolto anche agli Ordini provinciali, ai docenti e ai tutor universitari, protagonisti di un’intensa attività di orientamento nelle scuole superiori e sui canali di comunicazione per valorizzare l’offerta formativa e le nuove opportunità di carriera, affiancati dalle misure di supporto messe in campo da singoli Atenei, Regioni e Province Autonome.
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