La CONFSAL Emilia-Romagna chiede formalmente le dimissioni immediate del sindaco di Bologna Matteo Lepore, ritenendo ormai compromessa la sua capacità politica di garantire equilibrio istituzionale, sicurezza e tutela della città.
La manifestazione convocata dal primo cittadino dopo la tragica morte di Abderrahim Fakir, sulla quale è doveroso che la magistratura faccia piena luce senza pregiudizi e senza sconti per nessuno, è degenerata in gravissimi scontri: lanci di oggetti e petardi, danneggiamenti, mezzi delle forze dell’ordine colpiti e decine di poliziotti feriti.
Quanto accaduto non può essere liquidato come un episodio imprevedibile né derubricato a semplice problema di ordine pubblico. Il sindaco ha scelto di convocare una piazza in un momento di fortissima tensione, quando sarebbe stato necessario mantenere massimo equilibrio, evitare processi sommari e non alimentare una contrapposizione pericolosa tra cittadini e Forze dell’Ordine.
«Bologna è stata consegnata alle frange più violente, che hanno trasformato una manifestazione nata per chiedere verità e giustizia in un teatro di guerriglia urbana. Sono stati attaccati uomini e donne in divisa, danneggiati mezzi pubblici e privati e devastate alcune zone del centro. Chi ricopre il ruolo di sindaco non può limitarsi a prendere le distanze a fatti avvenuti: deve assumersi la responsabilità politica delle proprie decisioni», afferma Alfredo Sepe, segretario regionale della CONFSAL Emilia-Romagna.
La morte di Fakir rappresenta un fatto drammatico, sul quale sono in corso accertamenti giudiziari. Proprio per questo, nessuna istituzione avrebbe dovuto anticipare conclusioni, legittimare accuse generalizzate o consentire che la ricerca della verità si trasformasse in una campagna di odio contro la Polizia.
La CONFSAL Emilia-Romagna esprime la propria piena solidarietà agli agenti rimasti feriti e a tutte le Forze dell’Ordine impegnate quotidianamente, spesso in condizioni difficilissime, nella difesa della sicurezza collettiva.
«Da tempo Bologna vive una crescente situazione di degrado, tensione sociale, insicurezza e perdita di controllo di intere aree cittadine. Gli ultimi avvenimenti rappresentano il punto di non ritorno. Lepore non è più nelle condizioni politiche di rappresentare e tutelare l’intera comunità bolognese. Per rispetto della città, dei cittadini, dei commercianti e degli agenti aggrediti, presenti immediatamente le proprie dimissioni», conclude Sepe.
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