Negli ultimi tempi si è acceso un acceso dibattito sull’origine della crisi della professione infermieristica in Italia. Il senatore Massimo Garavaglia ha recentemente attribuito la carenza di infermieri alla durata “eccessiva” del percorso formativo universitario, proponendo l’introduzione di un “liceo abilitante” per creare una figura base di infermiere. Questa visione, però, è stata duramente respinta dal Coordinamento Nazionale Infermieri della FP CGIL, che la definisce una semplificazione pericolosa e demagogica.
La distinzione fondamentale: infermiere vs assistente infermiere.
Il Coordinamento FP CGIL sottolinea l’importanza di distinguere tra l’infermiere, figura professionale complessa e altamente specializzata, e quella dell’“assistente infermiere”, una figura intermedia di cui si è tornato a parlare. La proposta di istituire un “liceo infermieristico abilitante” rischia di creare un ruolo ambiguo e non chiaramente definito, che potrebbe mettere in pericolo la sicurezza dei pazienti abbassando gli standard affidati agli infermieri.
Il piano formativo dell’infermiere, infatti, prevede un cursus universitario triennale – come avviene nelle principali università italiane come Verona, Modena, Roma, Napoli e Bologna – con un percorso che associa competenze scientifiche, cliniche, etiche e relazionali, essenziali per operare in contesti complessi quali terapie intensive, emergenza-urgenza e assistenza territoriale.
Le vere cause della crisi infermieristica.
La carenza di infermieri in Italia non è quindi da ricondurre alla formazione universitaria, ma a problemi ben più profondi: retribuzioni insufficienti, carichi di lavoro eccessivi, mancanza di prospettive di carriera e poca valorizzazione professionale. Questi fattori stanno provocando un calo delle iscrizioni ai corsi di laurea e un significativo abbandono della professione.
Il Coordinamento FP CGIL ha più volte sostenuto, con risultati concreti nel rinnovo contrattuale 2019-2021, la creazione di figure specialistiche come l’infermiere esperto e l’infermiere specialista, insieme a sistemi di incarichi volti a rafforzare il ruolo e la formazione degli infermieri, evitando soluzioni al ribasso.
Un appello per il futuro della professione.
Il Coordinamento denuncia come la proposta del “liceo abilitante” rappresenti un falso passo avanti, più simile a un arretramento di decenni, che rischia di mortificare ulteriormente la professione infermieristica e il suo ruolo centrale nel Servizio Sanitario Nazionale.
Serve, invece, un piano straordinario di investimenti per migliorare le condizioni di lavoro, riconoscere economicamente e professionalmente gli infermieri e rilanciare l’attrattività della professione, con percorsi formativi chiari, completi e innovativi.
La crisi degli infermieri va affrontata con serietà e responsabilità, evitando facili slogan e scelte improvvisate, ma puntando su un rilancio della professione che tenga conto della complessità del lavoro e del valore inestimabile degli infermieri per la salute pubblica.
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