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11 Dic 2025, Gio

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La recente procedura di selezione per l’assunzione di infermieri pediatrici presso l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale (ASFO) di Pordenone si è conclusa con un dato preoccupante: nessun candidato ha partecipato al bando pubblicato, lasciando senza risposta il fabbisogno di questi professionisti essenziali. L’azienda sanitaria prende atto della situazione, costretta a registrare la totale assenza di domande, e ora si interroga sulle conseguenze per la copertura dei servizi pediatrici sul territorio.

Un bando poco appetibile.

Alla base di questo “bando deserto” pesano scelte contrattuali e logistiche ritenute poco attrattive. Il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Pordenone, Luciano Clarizia, spiega: «Non era appetibile, posti a tempo determinato, e spostarsi costa tanto». Le condizioni offerte, dunque, non hanno convinto i pochi (pochissimi) infermieri pediatrici presenti sul territorio a cambiare residenza o ad accettare un incarico che garantiva solo un’assunzione non stabile. Il contratto proposto era a tempo determinato, ulteriore elemento di scarsa sicurezza per chi cerca prospettive lavorative più solide.

Un fenomeno che riflette la crisi nazionale.

Il caso di Pordenone si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da una cronica carenza di infermieri pediatrici e da una crescente difficoltà di attrarre giovani verso questa specialità sanitaria. Negli ultimi anni diverse regioni italiane, Friuli Venezia Giulia inclusa, hanno registrato scarsa partecipazione ai concorsi pubblici dedicati a queste figure. La scarsità di infermieri pediatrici è aggravata da fattori come il limitato numero di laureati, la possibilità di trovare impieghi più stabili nel privato o in altre regioni, e il costo emotivo ed economico legato alla mobilità geografica.

Impatti sui servizi e prospettive future.

Senza nuovi ingressi, la pressione sugli infermieri pediatrici attualmente in servizio cresce, rischiando ripercussioni sia sulla qualità dell’assistenza ai piccoli pazienti sia sull’organizzazione dei turni e delle ferie. La formazione di nuove graduatorie, prevista dallo stesso bando, diventa incerta se il contesto lavorativo rimane poco competitivo. Secondo molti osservatori, servono misure urgenti: definizione di contratti più stabili e appetibili, incentivi alla mobilità e campagne di valorizzazione della professione infermieristica pediatrica.

Questa situazione, emblematicamente rappresentata dall’esito delle assunzioni a Pordenone, segnala la necessità di una riflessione profonda e di azioni concrete per rendere più attrattive le carriere nell’ambito pediatrico e garantire la sostenibilità del servizio sanitario pubblico.

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