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11 Dic 2025, Gio

Assistente Infermiere: via libera delle Regioni al Piano Strategico. Ecco cosa cambia, i ruoli e il cronoprogramma fino al 2027.

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La Conferenza delle Regioni ha approvato il documento che dà attuazione al DPCM del 28 febbraio 2025. Si delinea una nuova era per l’assistenza sanitaria: formazione uniforme, supervisione infermieristica e un percorso a tappe che porterà i primi professionisti in corsia nel 2027.

1000791366-747x1024 Assistente Infermiere: via libera delle Regioni al Piano Strategico. Ecco cosa cambia, i ruoli e il cronoprogramma fino al 2027.

​È ufficiale: la sanità italiana si prepara ad accogliere una nuova figura professionale in modo strutturato e omogeneo. La Conferenza delle Regioni ha dato il via libera al Piano strategico nazionale per l’introduzione dell’Assistente infermiere, un passaggio fondamentale che trasforma in azioni concrete quanto previsto dal DPCM del 28 febbraio 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che recepisce l’Accordo Stato-Regioni dell’ottobre 2024).

​Questo piano non è solo un atto burocratico, ma una “tabella di marcia” condivisa da Ministero della Salute, FNOPI, Agenas, Università e Regioni per garantire che l’inserimento di questa figura avvenga preservando la qualità e la sicurezza delle cure.

​Chi è e cosa farà l’Assistente Infermiere

​Il Piano strategico chiarisce definitivamente il perimetro d’azione della nuova figura. L’Assistente infermiere non sostituisce l’infermiere, ma lo affianca per potenziare la presa in carico, specialmente di adulti e anziani.

​Le sue caratteristiche principali sono:

  • Bassa discrezionalità: Svolge attività standardizzate e tecniche.
  • Supervisione costante: Opera sempre sotto la diretta supervisione e responsabilità dell’infermiere.
  • Sicurezza operativa: L’attribuzione dei compiti sarà guidata da strumenti oggettivi come il NEWS2 (un sistema di punteggio per rilevare il deterioramento clinico), fondamentale per stabilire quando un paziente è abbastanza stabile da essere assistito da questa figura.

​Formazione: stop alle differenze territoriali

​Uno dei punti di forza del Piano è la volontà di evitare una sanità a due velocità. La formazione sarà uniforme su tutto il territorio nazionale.

Le Regioni dovranno attenersi a criteri omogenei per:

  • ​I percorsi didattici e i programmi.
  • ​Il riconoscimento dei crediti formativi.
  • ​Le modalità di esame e le attività professionalizzanti.
  • ​Il monitoraggio costante degli esiti formativi.

​L’obiettivo è creare operatori preparati allo stesso modo, sia che si formino a Milano, a Roma o a Palermo.

​L’impatto sull’organizzazione del lavoro

​L’inserimento dell’Assistente infermiere richiederà un cambiamento culturale e organizzativo all’interno degli ospedali e delle strutture territoriali. Il documento approvato dalle Regioni sottolinea l’importanza di preparare le équipes esistenti, definendo con chiarezza i ruoli per evitare sovrapposizioni o vuoti assistenziali. Sarà cruciale individuare i contesti giusti (setting assistenziali) dove questa figura potrà portare il maggior valore aggiunto senza compromettere gli equilibri clinici.

​Il Cronoprogramma: le date da segnare

​Il Piano detta tempi certi per permettere al sistema di adattarsi. Ecco la roadmap prevista:

  1. Entro fine 2025: Pubblicazione delle linee di indirizzo operative.
  2. Inizio 2026: Avvio dei moduli propedeutici alla formazione.
  3. Settembre 2026: Inizio ufficiale dei corsi di formazione.
  4. 2027: Primi inserimenti operativi della nuova figura nei servizi sanitari.

​Perché è un passaggio decisivo

​Secondo le Regioni e gli stakeholder coinvolti (inclusa la FNOPI), questo Piano rappresenta un’evoluzione necessaria. In un contesto di carenza di personale e di invecchiamento della popolazione, l’Assistente infermiere permetterà agli infermieri di concentrarsi su attività ad alta complessità clinica, delegando in sicurezza le procedure standardizzate.

​Il dado è tratto: il 2025 sarà l’anno delle regole, il 2026 della formazione e il 2027 l’anno del cambiamento concreto in corsia.

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