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8 Mar 2026, Dom

Assistente Infermiere: anche l’Enpapi scende in campo. Si compatta il fronte del “No” davanti al TAR.

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L’Ente di previdenza degli infermieri interviene “ad adiuvandum” nel ricorso di Nursing Up: la nuova figura professionale rischia di diventare un ibrido pericoloso per la qualità dell’assistenza.

Una mossa istituzionale senza precedenti.

Il dibattito sull’introduzione dell’assistente infermiere ha raggiunto un punto di svolta legale. Enpapi, l’ente di previdenza della categoria, ha rotto gli indugi depositando un intervento ad adiuvandum presso il TAR del Lazio.

Si tratta di un atto formale a sostegno del ricorso già promosso dal sindacato Nursing Up contro il DPCM che recepisce l’Accordo Stato-Regioni. La scelta di Enpapi è significativa: raramente un ente previdenziale interviene in modo così diretto su questioni ordinamentali, segnale che la preoccupazione per il futuro della professione ha superato il livello di guardia.

Perché il fronte del “No” si sta allargando?

Il fronte dell’opposizione non è più solo sindacale, ma sta assumendo una connotazione istituzionale e professionale sempre più vasta, vedendo schierati Nursing Up, Enpapi e, in precedenza, anche il Migep.

Le critiche principali alla nuova figura dell’assistente infermiere si concentrano su tre punti cardine:

  1. Natura “Ibrida”: La figura viene percepita come un profilo dai confini nebulosi, che rischia di sovrapporsi alle competenze infermieristiche senza averne la formazione accademica.
  2. Soluzione “Tampone”: Si teme che l’assistente infermiere sia una risposta semplificata e a basso costo alla grave carenza di personale qualificato, anziché investire seriamente sul reclutamento di professionisti laureati.
  3. Sicurezza delle Cure: La mancanza di chiarezza sulle responsabilità rischia di generare confusione nei contesti operativi, mettendo a rischio la qualità dei percorsi di cura per i cittadini.

Le implicazioni per il Sistema Sanitario.

Secondo Nursing Up e i sostenitori del ricorso, il rischio concreto è che la nuova figura venga utilizzata per coprire i “buchi” organici in contesti già sotto pressione, senza però garantire gli standard qualitativi necessari.

“Non si risolvono i problemi strutturali del SSN creando figure intermedie, ma valorizzando i professionisti che già operano sul campo,” è il messaggio che emerge dalle motivazioni depositate al TAR.

Cosa succede ora?

L’intervento di Enpapi conferisce un peso politico e tecnico notevole al contenzioso amministrativo. Il TAR del Lazio dovrà ora valutare la legittimità del DPCM alla luce delle criticità sollevate. Se il ricorso venisse accolto, l’intero impianto normativo dell’assistente infermiere potrebbe subire una battuta d’arresto o una profonda revisione, obbligando il Governo e le Regioni a riaprire il tavolo del confronto.

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