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18 Gen 2026, Dom

Asp Agrigento condannata: maxi risarcimento agli infermieri per turni di reperibilità record.

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​L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento è stata condannata dal Tribunale a risarcire il personale infermieristico con oltre 167 mila euro. La sentenza mette fine a una lunga vertenza riguardante l’imposizione di turni di pronta disponibilità (reperibilità) che superavano abbondantemente i limiti previsti dal contratto collettivo nazionale.

​Il caso: turni oltre il limite e riposi negati.

​La vicenda coinvolge sette infermieri che, per anni, sono stati costretti a sostenere ritmi di lavoro insostenibili. Il tribunale ha accertato che l’Asp di Agrigento ha violato le norme contrattuali, imponendo ore di reperibilità in eccesso e, di conseguenza, garantendo riposi giornalieri insufficienti.

​Sebbene in sede di appello l’importo totale sia stato parzialmente ridotto rispetto al primo grado, la condanna è rimasta confermata. La somma di 167.000 euro comprende:

  • ​Gli indennizzi per i turni extra effettuati.
  • ​Il risarcimento per il mancato riposo.
  • ​Gli interessi legali maturati durante gli anni della disputa.

​La crisi del personale sanitario in Sicilia.

​Il caso di Agrigento non è un episodio isolato, ma il sintomo di una “vera emergenza sanitaria” che colpisce duramente il Sud Italia. Secondo lo studio di Bankitalia di dicembre 2025, l’Italia soffre di una carenza cronica di personale:

  • Italia: circa 65 infermieri ogni 10 mila abitanti.
  • Media UE: oltre 80 infermieri ogni 10 mila abitanti.

​Al Sud, la situazione è ancora più critica. Il fabbisogno di integrazione per i prossimi anni è stimato in 35 mila professionisti sanitari, necessari per evitare che le nuove strutture finanziate dal Pnrr rimangano “scatole vuote” o aperte solo sulla carta.

Focus: Allarme legalità nei cantieri Pnrr.

​Oltre alla carenza di personale, la sanità siciliana deve fare i conti con la criminalità. Recentemente, ad Acireale, è stata denunciata una tentata estorsione ai danni di una ditta impegnata nella costruzione di un Ospedale di Comunità (progetto da 1,5 milioni di euro). Un biglietto con la richiesta di 100 mila euro e una bottiglietta di benzina sono stati rinvenuti nel cantiere, segnale di una pressione mafiosa che mira a drenare i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

​Il rischio di un sistema inefficiente.

​Senza un investimento massiccio nella formazione e nell’assunzione regolare di infermieri, il rischio è quello di sprecare l’occasione storica del Pnrr. Le Case della Comunità e l’assistenza domiciliare dipendono direttamente dalla disponibilità di organico: in assenza di infermieri, il risultato sarà un inevitabile sovraffollamento dei Pronto Soccorso e un peggioramento della qualità del servizio per i cittadini.

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