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Si è conclusa l’inchiesta della Procura di Ivrea sulla gestione del personale e degli appalti all’interno dell’Asl To4 di Torino, un’indagine che ha portato alla luce un intreccio di presunti favoritismi, abusi e maltrattamenti nei reparti. Sono 38 le persone indagate, tra dirigenti, medici, infermieri e referenti di cooperative esterne, con accuse che spaziano dalla truffa alla corruzione, fino ai maltrattamenti ai pazienti e all’esercizio abusivo della professione.
Concorsi pilotati e assenteismo ai vertici.
L’inchiesta ha rivelato la presunta presenza di concorsi truccati, con favori a candidati “graditi”. In particolare, l’ex dirigente della Direzione delle Professioni Sanitarie (Dipsa) è accusata di aver fornito anticipazioni sulle domande ai favoriti, ostacolando altri concorrenti.
Nel mirino degli investigatori è finito anche un ex primario di otorinolaringoiatria dell’ospedale di Chivasso, sospettato di timbrature fittizie e assenze ingiustificate dal lavoro, talvolta per impegni personali.
L’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria è indagato per omissione di atti d’ufficio, per non aver adottato provvedimenti disciplinari nonostante le segnalazioni ricevute.
Pazienti sedati per far dormire il personale.
Uno degli aspetti più inquietanti emersi riguarda i maltrattamenti subiti da pazienti fragili ricoverati nel reparto di lungodegenza dell’ospedale di Settimo Torinese. Alcuni operatori sono sospettati di aver somministrato sedativi non prescritti con l’obiettivo di ridurre le richieste di assistenza notturna, lasciando a volte i degenti senza cure adeguate o in condizioni igieniche precarie.
Tra gli indagati figurano un’infermiera, un primario e i vertici di una società esterna incaricata dei servizi assistenziali. Le ipotesi di reato includono maltrattamenti e somministrazione impropria di farmaci.
L’inchiesta e il contesto.
Dopo tre anni di indagini, la Procura di Ivrea ha formalmente chiuso il fascicolo, notificando gli avvisi agli indagati. L’attività investigativa, iniziata nel 2022 concentrandosi su appalti e nomine interne, si è allargata fino a coinvolgere vari livelli dell’organizzazione sanitaria.
Le carte dell’inchiesta descrivono un quadro di disfunzioni gestionali e carenze di vigilanza che, secondo gli inquirenti, hanno favorito pratiche illecite a danno dei pazienti e dell’ente pubblico.
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