Da professionista sanitario, a titolo esclusivamente personale e senza rappresentare organismi professionali, seguo con attenzione il dibattito sulla nomina del Commissario straordinario dell’ARS Toscana.
In queste ore il confronto si concentra soprattutto sul profilo del nominato. Ritengo però necessario partire dagli atti e dal quadro normativo: prima delle valutazioni definitive occorre comprendere con precisione funzioni, responsabilità, durata e obiettivi attribuiti al commissario.
L’ARS è una realtà tecnico-scientifica a supporto della programmazione sanitaria regionale, nella quale convergono competenze diverse: mediche, epidemiologiche, scientifiche, sanitarie, organizzative e di analisi dei dati.
Per questo considero riduttivo ricondurre la qualità della governance all’appartenenza a una sola professione.
Governare un’organizzazione complessa significa integrare competenze, programmare, organizzare processi, gestire risorse, assumere decisioni e valutarne gli effetti. Competenza scientifica e capacità manageriale non sono alternative: devono integrarsi.
Il mio stesso percorso professionale nasce da questa pluralità: sono infermiere, con laurea magistrale LM-63 in Management delle Organizzazioni Pubbliche e Sanitarie e formazione post-laurea in ambito manageriale e specialistico.
Non credo quindi che la domanda corretta sia se il vertice debba essere medico, infermiere, ricercatore o manager. La questione è un’altra: quali competenze richiede concretamente il mandato e quanto il profilo individuato sia coerente con le funzioni attribuite e con i requisiti previsti dalla normativa.
La scelta dell’organo competente, nell’ambito della discrezionalità prevista dall’ordinamento, non esclude trasparenza, responsabilità e possibilità di verifica. Ogni valutazione dovrebbe però fondarsi sugli atti, sulle norme e sui fatti, non sull’appartenenza professionale né sul precedente percorso politico.
Resta infine una questione di sistema: superare la gestione commissariale e definire per l’ARS un assetto stabile, con governance, responsabilità e obiettivi chiari.
Alla fine saranno i risultati a parlare. Nella sanità pubblica la qualità della governance non dovrebbe dipendere dall’etichetta professionale, ma dalla coerenza tra competenze, mandato, responsabilità e risultati.
Dott. Abukar Aweis Mohamed
Infermiere – Laurea magistrale LM-63 in Management delle Organizzazioni Pubbliche e Sanitarie
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