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Un’importante svolta attende oltre mezzo milione di lavoratori del settore sanitario pubblico italiano: dal 27 ottobre 2025 entreranno in vigore gli aumenti salariali previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2022-2024, firmato dopo mesi di trattative e attese.
Gli incrementi previsti.
Secondo quanto indicato nelle tabelle ufficiali diffuse dai sindacati e dall’ARAN, gli aumenti mensili medi sono i seguenti:
- Infermieri: aumento complessivo di circa 150 euro mensili, così composto: stipendio tabellare maggiorato di circa 135 euro più un’indennità specifica di circa 15 euro. A questi si aggiungono ulteriori indennità, con incrementi graduali nel 2024 e 2025, nonché per chi lavora nei reparti di pronto soccorso, dove è prevista una specifica indennità di 520 euro mensili.
- Operatori socio-sanitari (OSS): aumento mensile complessivo di circa 128 euro, derivante da 120 euro di aumento tabellare e circa 8 euro di indennità “tutela del malato”. Anche per loro sono previste ulteriori maggiorazioni di questa indennità nel biennio 2024-2025.
- Professioni sanitarie (come fisioterapisti, ostetriche, tecnici di radiologia): beneficiarie di aumenti significativi nelle indennità di specificità, con un potenziamento pari a circa 58 milioni annui per questa categoria.
Arretrati e decorrenza degli aumenti.
Oltre agli aumenti mensili, il contratto prevede il pagamento degli arretrati per i mesi già trascorsi del 2024 e dei primi 10 mesi del 2025, con importi variabili in base all’inquadramento e all’anzianità lavorativa. Ad esempio, un OSS può aspettarsi arretrati tra poco più di 1.150 euro e quasi 1.390 euro.
Gli aumenti e le indennità decorreranno ufficialmente dal 27 ottobre 2025, con effettiva erogazione in busta paga già a partire dal mese successivo.
Novità normative e tutele aggiuntive.
Il nuovo CCNL introduce anche nuove regole su turni e orari, con norme pensate per migliorare la qualità della vita lavorativa degli operatori sanitari, e importanti strumenti per la valorizzazione del personale attraverso incarichi e specializzazioni.
Un’importante conquista riguarda inoltre l’equiparazione dell’indennità “tutela del malato” per le ostetriche, che ora riceveranno lo stesso trattamento economico degli infermieri, riconoscendo così la parità di impegno e formazione professionale tra queste categorie.
Le reazioni dei sindacati.
Sebbene gli aumenti rappresentino un passo avanti concreto, i sindacati come la FIALS ricordano che si tratta del “minimo sindacale” e che la battaglia per un riconoscimento più adeguato e risorse aggiuntive è ancora aperta. Tra le richieste più pressanti rimangono un miglior riconoscimento della professionalità, l’adeguamento dei carichi di lavoro e un piano strutturale per attrarre e trattenere il personale nella sanità pubblica.
Il CCNL Sanità 2022-2024 segna quindi una fase nuova, grazie alla quale infermieri, OSS e professioni sanitarie potranno vedere riconosciuti migliori trattamenti economici e condizioni di lavoro, ma resta ancora molta strada da fare per risolvere le criticità strutturali del settore
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