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13 Mar 2026, Ven

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Nel nuovo CCNL Sanità Pubblica 2022-2024 è stata istituita una nuova area denominata “Elevata Qualificazione” (EQ), tanto attesa da chi opera quotidianamente nel mondo sanitario pubblico italiano (Infermieri, Infermieri Pediatrici, Fisioterapisti, Professioni Sanitarie). Tuttavia, alla prova dei fatti, questa innovazione rischia di rimanere poco più che una possibilità teorica, una scatola vuota priva di reale valorizzazione e priva di risorse dedicate.

FB_IMG_1755779733256-819x1024 Area di Elevata Qualificazione nel CCNL Sanità Pubblica 2022-2024: tra promesse e realtà.

Cos’è l’Area di Elevata Qualificazione e cosa prevede il CCNL.

Il nuovo contratto collettivo nazionale, avviato con l’obiettivo di garantire maggiore riconoscimento e sviluppo di carriera ai professionisti della sanità, ha introdotto l’Area EQ. L’intenzione iniziale era quella di valorizzare il lavoro di dipendenti dotati di alti livelli di competenza, titoli e specializzazioni.

Ma quali sono i problemi riscontrati?

Mancanza di valorizzazione e risorse.

Secondo la UIL FPL—uno dei principali sindacati del settore—l’Area EQ è stata istituita senza un reale finanziamento strutturale e con criteri di accesso poco chiari e trasparenti. In assenza di risorse economiche dedicate e di linee guida precise, il rischio concreto è che la nuova area sia destinata a una platea ristretta e selezionata in modo poco trasparente, senza offrire un vero percorso di crescita professionale e retributiva per tutti coloro che posseggono i requisiti.

Le proposte UIL FPL: valorizzare titoli e competenze.

La UIL FPL ha avanzato due proposte concrete, ignorate nella stesura definitiva del contratto:

  • Inserimento nel CCNL della Dirigenza: prevedere l’accesso per i professionisti con laurea magistrale, in modo da valorizzare non solo la formazione accademica, ma anche le competenze e il percorso professionale maturato.
  • Accesso trasparente all’Area EQ per tutte le professioni sanitarie: definire criteri chiari, trasparenti e basati non solo sull’anzianità di servizio ma anche sull’esperienza, la formazione continua e il merito, permettendo a tutti i professionisti della salute di accedere a reali prospettive di crescita.

Purtroppo, entrambe le proposte sono rimaste lettera morta: l’Area EQ è rimasta un’innovazione formale priva di reali strumenti di valorizzazione del personale sanitario.

Quali sono le conseguenze pratiche?

Per il personale sanitario, questa situazione significa:

  • Poche opportunità di progressione di carriera legate a oggettivi titoli, esperienza e competenza.
  • Frustrazione crescente tra chi avrebbe i requisiti per accedere all’Area EQ, ma si trova bloccato da criteri di selezione ristretti o poco trasparenti.
  • Rischio di vedere disattese le aspettative di valorizzazione e di crescita professionale, con possibili ripercussioni sulla motivazione e sul clima lavorativo nei servizi sanitari pubblici.

Conclusioni e prospettive.

La creazione di un’Area di Elevata Qualificazione nel CCNL sanità pubblica rappresentava una promessa di modernizzazione e crescita per tutto il settore sanitario, ma senza investimenti strutturali e criteri trasparenti rischia di generare nuove frustrazioni. Solo una revisione concreta, capace di inserire risorse dedicate e norme eque e chiare, potrà fare in modo che l’Area EQ non resti una semplice etichetta senza contenuto.

Le richieste dei sindacati—come UIL FPL—vanno in questa direzione: valorizzare davvero i professionisti, assicurando sviluppo di carriera, formazione e riconoscimento economico a chi opera ogni giorno per la salute pubblica.

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