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Duro affondo del sindacato sulla situazione nell’AUSL Romagna: a Ravenna logiche di bilancio congelano le assunzioni mentre il personale è allo stremo.
Mentre la sanità pubblica cerca faticosamente di rialzare la testa, arriva una nuova denuncia che fotografa un paradosso tutto italiano, questa volta con epicentro nella provincia di Ravenna. A lanciare l’allarme è la UIL, che punta i riflettori su una situazione ormai insostenibile all’interno dell’AUSL Romagna: da una parte graduatorie concorsuali pronte ma ferme, dall’altra corsie d’ospedale dove infermieri e OSS sono costretti a “salti mortali” per garantire l’assistenza.
Il paradosso: personale disponibile ma non assunto
Secondo quanto riportato dal sindacato, la provincia di Ravenna è diventata l’emblema di un sistema sanitario schiacciato da logiche di bilancio. Nonostante la disponibilità di professionisti idonei presenti nelle graduatorie (sia per infermieri che per Operatori Socio-Sanitari), le assunzioni procedono col contagocce o sono totalmente bloccate.
Il risultato è un imbuto burocratico ed economico che impedisce l’incontro tra domanda e offerta, proprio in un momento storico in cui la carenza di personale sanitario è considerata un’emergenza nazionale.
In corsia: “Salti mortali” e rischi per l’assistenza
Le conseguenze di questo blocco ricadono interamente sulle spalle di chi è già in servizio. La UIL denuncia condizioni di lavoro al limite:
- Carichi di lavoro eccessivi: Il personale in organico deve compensare le mancanze, coprendo più pazienti del dovuto.
- Salti di riposo e doppi turni: Per garantire la copertura h24, spesso saltano i diritti contrattuali minimi.
- Burnout e stress: La pressione psicofisica rischia di compromettere non solo la salute dei lavoratori, ma anche la qualità e la sicurezza delle cure offerte ai cittadini.
La richiesta: Sbloccare subito le graduatorie
Il messaggio della UIL è chiaro: le logiche economiche non possono prevalere sul diritto alla salute e sulla dignità lavorativa. Il sindacato chiede all’AUSL Romagna e alla Regione un cambio di passo immediato. Non si tratta solo di coprire il turnover, ma di attingere alle graduatorie esistenti per stabilizzare gli organici e permettere ai reparti di respirare.
Mantenere le graduatorie “ferme al palo” mentre i reparti soffrono è, secondo il sindacato, una scelta miope che rischia di far collassare definitivamente la tenuta del sistema sanitario locale.

