Il mondo delle professioni ausiliarie della giustizia si trova al centro di un complesso e acceso dibattito normativo. Un recente parere del Consiglio di Stato ha infatti frenato l’integrazione dell’albo dei Consulenti tecnici d’ufficio (Ctu) con alcune specifiche categorie sanitarie e professionali, aprendo al contempo le porte agli interpreti e ai traduttori delle minoranze linguistiche.
Il pronunciamento di Palazzo Spada rappresenta uno stop netto alla possibilità di inserire all’interno dell’albo dei Ctu figure come infermieri e ostetriche, oltre a periti assicurativi, massofisioterapisti e pedagogisti. Una scelta che contrasta fortemente con l’apertura riservata invece agli interpreti e traduttori disciplinati dalla legge 482/1999, capaci di esprimersi in idiomi di minoranza come il franco-provenzale, l’albanese storico, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo. La decisione interviene direttamente sullo schema di decreto del ministro della Giustizia – redatto di concerto con i dicasteri dell’Economia e delle Imprese e del Made in Italy – nato con l’obiettivo di modificare il precedente decreto del 4 agosto 2023 relativo all’individuazione di ulteriori categorie e settori di specializzazione per i consulenti del giudice, nonché alla gestione e all’aggiornamento dell’elenco nazionale.
Parallelamente a questo snodo ordinamentale, il tema degli ausiliari del magistrato – impegnati nei processi civile, penale, amministrativo, contabile e tributario – si arricchisce di novità sul fronte economico. Sullo sfondo della sentenza 14327/2026 del Tar del Lazio dello scorso 19 agosto, che ha accolto il ricorso dell’Ordine degli ingegneri di Genova imponendo l’adeguamento degli onorari fermi al 2002 sulla base dell’indice Istat, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha fatto il punto della situazione. In una dichiarazione rilasciata a ItaliaOggi, il viceministro ha confermato che il dicastero ha ultimato la revisione delle tariffe per i professionisti che collaborano con le toghe, inviando il testo al ministero dell’Economia per la bollinatura e auspicando un’emanazione ben prima dei centoventi giorni concessi dai giudici amministrativi.
Il confronto istituzionale e tecnico rimane fitto. Proprio nella sede del Consiglio nazionale dei geometri si è tenuto un incontro cruciale del tavolo tecnico, volto a mettere a confronto i presidenti delle professioni ordinistiche e i rappresentanti della commissione ministeriale sullo stato dell’arte dei Ctu. Da più parti, e in particolare dal Consiglio nazionale degli ingegneri, si auspica un intervento del Legislatore capace di andare oltre il semplice ricalcolo dell’indice dei prezzi al consumo. La richiesta è di una revisione complessiva che tenga conto delle reali competenze tecniche odierne – dall’informatica forense alla sicurezza delle infrastrutture digitali –, superi i limiti di scaglione degli onorari percentuali ormai inadeguati rispetto al reale valore dei beni stimati e riconosca le spese effettive legate alla strumentazione, all’aggiornamento professionale e alla copertura assicurativa.
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