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Ancora una aggressione subita da operatori sanitari. L’ultima in ordine di tempo si è consumata il 17 ottobre: vittime, quattro operatori del 118 della Sanitaservice, durante un intervento di emergenza a Foggia, nel quale una donna ha purtroppo perso la vita.
La chiamata sarebbe partita ieri da Foggia, sul posto sono arrivate due ambulanze, una anche da Cerignola, entrambe senza medico a bordo. Cosa che avrebbe fatto infuriare i parenti della paziente scatenando la violenza contro i soccorritori e gli autisti. Calci, pugni, persino vasi tirati giù dai balconi contro gli inermi e incolpevoli operatori intervenuti. “È l’ennesima storia di una sanità che non ce la fa più”, denuncia il consigliere regionale Napoleone Cera.
Solo grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine è stato possibile ristabilire la calma e permettere agli equipaggi di allontanarsi: “Secondo la relazione pervenutaci dagli stessi lavoratori, il personale della Centrale Operativa 118 dell’Asl, a cui gli operatori si sono rivolti dopo l’aggressione, ha reagito con indifferenza, affermando che ‘questi sono i rischi del vostro lavoro’ e dimostrando una totale mancanza di empatia e supporto verso il personale coinvolto”, denuncia il coordinamento della Uil Fpl Foggia.
“Ribadiamo che questi episodi non sono isolati: già in passato abbiamo denunciato incidenti gravissimi, come quello avvenuto a San Giovanni Rotondo, e molte altre situazioni di rischio affrontate con coraggio dai nostri operatori. È inaccettabile che, nonostante il costante pericolo, gli operatori del 118 della Sanitaservice continuino a essere esclusi dall’indennità di rischio riconosciuta ai colleghi della sanità pubblica”, aggiunge il sindacato.
Il coordinamento di Foggia chiede con determinazione un intervento immediato per garantire la sicurezza degli operatori e un richiamo formale alla Centrale Operativa per il comportamento tenuto, nonché l’estensione dell’indennità di rischio ai lavoratori della Sanitaservice: “Questa disparità è ormai insostenibile. Continueremo a batterci per i diritti e la dignità di chi ogni giorno mette a rischio la propria vita per la collettività”.
“In provincia di Foggia ormai le ambulanze partono sempre più spesso senza medico, o addirittura senza infermiere, con i soli autisti e soccorritori che, per quanto preparati e generosi, possono solo trasportare il paziente. Ma curarlo? Stabilizzarlo? Fare la differenza tra la vita e la morte? Non possono – ha aggiunto Cera -. E allora io mi chiedo, e chiedo alla Regione, alla Asl Foggia e a Sanitaservice che gestisce il personale: vi rendete conto? Per quanto ancora questi ragazzi dovranno mettere a rischio la loro vita e la loro sicurezza sulle strade, spesso di notte, con mezzi vecchi, senza adeguate tutele e perfino senza indennità di rischio per il riconoscimento della quale mi sono a lungo battuto in consiglio regionale? È assurdo che sulla stessa ambulanza ci siano lavoratori di serie a, con indennità di rischio e di serie b, senza. È assurdo che chi lavora per salvare vite debba temere per la propria”.
Anche il consigliere regionale denuncia lo “stato di abbandono” degli operatori del 118, gestiti da Sanitaservice: “Parliamo di un’organizzazione ridotta all’osso, turni massacranti, mezzi insufficienti e ora più che mai anche la paura di essere aggrediti, se non peggio. Ci rendiamo conto che molti chiedono le bodycam per difendersi, non per lavorare meglio?”.
“Nessuna nota ufficiale, nessuna solidarietà pubblica, nessuna presa di posizione. Un silenzio assordante, dettato evidentemente dalla paura di macchiare la campagna elettorale di chi governa la sanità da vent’anni, che preferisce mettere tutto sotto il tappeto per non intaccare l’immagine, ormai stantia e mistificata, del ‘va tutto bene’. Ma non va affatto tutto bene. E il silenzio istituzionale è la prova più vergognosa”, ha fatto notare Cera.
Cordoglio di ASL Foggia e Sanitaservice,
ferma condanna della violenza.
“Rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia della donna deceduta il 17 ottobre scorso. È un dramma che segna non soltanto le persone strettamente coinvolte, ma l’intera comunità. Al tempo stesso, non possiamo tacere gli episodi di violenza ai danni degli operatori del 118 intervenuti”. Lo dichiarano il Direttore Generale di ASL Foggia, Antonio Nigri, il Direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza, Stefano Colelli, e l’Amministratore Unico di Sanitaservice, Angelo Tomaro, con riferimento all’intervento di soccorso che, purtroppo, ha avuto esito tragico. In quel momento di sofferenza e tensione, il personale del 118 è stato aggredito dai familiari della donna.
“Agli operatori del 118 che hanno operato in condizioni estremamente difficili e delicate, esprimiamo la nostra piena solidarietà e il nostro ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e dedizione. La violenza, in qualunque forma, non può e non deve mai essere tollerata. È inaccettabile che chi ogni giorno presta soccorso ai cittadini debba temere per la propria incolumità. La sicurezza degli operatori sanitari è un diritto irrinunciabile: chi soccorre non è un bersaglio”.
“ASL Foggia e Sanitaservice – concludono – ringraziano le forze dell’ordine prontamente intervenute sul posto dopo l’allerta trasmessa dalla centrale operativa del 118. Grazie al loro tempestivo intervento, è stato possibile mettere in sicurezza l’equipaggio e consentire la prosecuzione delle manovre di rianimazione cardio-respiratorie”.
La Direzione del Dipartimento Emergenza-Urgenza e la Direzione Sanitaria hanno già acquisito e analizzato gli audio relativi alle comunicazioni intercorse durante l’intervento. Gli operatori del 118, nel rispetto dei protocolli, hanno utilizzato il defibrillatore e praticato il massaggio cardiaco, proseguendo le manovre salvavita per 58 minuti.
Nelle prossime ore, la Direzione Generale di ASL Foggia, con la Direzione del Dipartimento Emergenza-Urgenza e Sanitaservice, formalizzerà la denuncia rispetto agli episodi di violenza subiti dagli operatori.
ASL Foggia e Sanitaservice ribadiscono il proprio impegno a tutela della salute pubblica e della sicurezza degli operatori sanitari, rinnovando l’appello a un senso civico condiviso, fondato sul rispetto reciproco, anche nei momenti più critici.

