La FIALS Emilia-Romagna esprime forte indignazione per il nuovo bando che prevede incentivi per favorire la permanenza a Bologna di neolaureati e diplomati ITS, senza prevedere alcuna misura analoga per i neolaureati delle professioni sanitarie e per gli operatori che ogni giorno garantiscono il funzionamento del Servizio sanitario pubblico.
Il problema degli affitti a Bologna è reale e colpisce tutti, ma è incomprensibile che vengano sostenuti alcuni giovani lavoratori e non coloro che assicurano l’assistenza negli ospedali, nei pronto soccorso e nei servizi territoriali.
Infermieri, ostetriche, tecnici sanitari, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali, educatori professionali, assistenti sanitari e OSS affrontano gli stessi costi degli alloggi, spesso con stipendi che rendono sempre più difficile vivere nel capoluogo emiliano.
La FIALS Emilia-Romagna chiede al Comune di Bologna, alla Camera di Commercio e alla Regione Emilia-Romagna di estendere immediatamente misure analoghe anche ai professionisti della sanità, prevedendo contributi specifici per chi sceglie di lavorare negli ospedali e nei servizi sanitari del territorio.
È inaccettabile che proprio chi sostiene quotidianamente il sistema sanitario della città e dell’intera regione venga escluso da iniziative pensate per trattenere i giovani sul territorio. Se l’obiettivo è contrastare la fuga dei talenti, non si possono ignorare le professioni sanitarie, che rappresentano oggi una delle categorie più difficili da reperire.
Bologna non può chiedere a infermieri, OSS e professionisti sanitari di garantire cure ai cittadini e, nello stesso tempo, lasciarli soli ad affrontare il costo degli affitti. Chi si prende cura della salute dei cittadini ha lo stesso diritto di poter costruire il proprio futuro in questa città.
Alfredo Sepe
Segretario Regionale FIALS Emilia-Romagna
Share this content:
