Infermieri pagati più dei medici: esplode la polemica a Salerno. I sindacati diffidano l’Asl
Una tempesta si è abbattuta sulla sanità salernitana, scatenata da un bando di reclutamento che sta sollevando un polverone senza precedenti. Al centro della disputa, la disparità economica tra le diverse figure professionali impegnate sul campo, con particolare riferimento ai compensi previsti per gli infermieri in regime libero-professionale.
Il cuore del contenzioso
Il malumore è esploso in seguito alla pubblicazione di un bando dell’Asl che prevede un compenso di 40 euro l’ora per gli infermieri da impiegare nelle nuove strutture di assistenza territoriale. Una cifra che i sindacati dei medici — Fimmg e Sumai — hanno definito “sproporzionata”, sottolineando come questa superi sensibilmente quanto attualmente riconosciuto ai medici che operano nelle medesime strutture.
Le sigle sindacali, rappresentate da Elio Giusto (Fimmg) e Ferdinando Ferrara (Sumai), hanno risposto con una dura nota inviata ai vertici dell’Asl. Nel documento, si parla di un vero e proprio “atto d’accusa” contro la programmazione sanitaria locale, accusata di non giustificare in alcun modo tale disparità di trattamento.
Le ragioni della protesta
La posizione dei medici non è una mera rivendicazione salariale, ma tocca temi di più ampio respiro sulla gestione della sanità pubblica:
- Svalutazione del ruolo medico: I sindacati denunciano un rischio di declassamento della funzione del medico sul territorio, proprio nel momento in cui la riforma della sanità di prossimità dovrebbe esaltarne il ruolo diagnostico, terapeutico e di governo clinico.
- Principi costituzionali: Il ricorso inviato all’Asl richiama i principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, sanciti dalla Costituzione.
- Coerenza professionale: Si contesta l’assenza di una motivazione tecnica e organizzativa che possa giustificare la differenza di trattamento, sottolineando che la valorizzazione economica delle professioni deve sempre essere coerente con i livelli di formazione universitaria, le funzioni esercitate e le responsabilità civili e penali.
Le richieste sindacali
Di fronte a quella che definiscono una “scelta tariffaria che appare priva di una logica di sistema”, Fimmg e Sumai hanno avanzato richieste precise per fermare l’iter in corso:
| Azione Richiesta | Obiettivo |
|---|---|
| Sospensione dell’efficacia del bando | Bloccare l’avvio delle procedure incriminate. |
| Congelamento delle procedure | Attendere le necessarie verifiche amministrative. |
| Convocazione urgente di un tavolo di confronto | Avviare una revisione complessiva delle tariffe. |
Le possibili conseguenze
Il rischio, avvertono i sindacati, è quello di compromettere irreparabilmente l’equilibrio organizzativo dei distretti, innescando tensioni interne insanabili. La transizione verso la sanità di prossimità — pilastro fondamentale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) — rischia ora di arenarsi proprio a causa di questo scontro frontale.
La questione è destinata a far discutere, mettendo a nudo le criticità di una programmazione sanitaria che dovrà necessariamente rispondere con trasparenza e adeguatezza istruttoria alle istanze sollevate dalle sigle di categoria.
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