In questa giornata del 2 giugno, in cui l’Italia celebra con orgoglio i valori fondanti della Repubblica e dell’Unità nazionale, le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere del 12 maggio scorso, acquistano una profondità straordinaria.
Non si tratta più solo di una riflessione dedicata a una singola professione sanitaria, ma di un monito che tocca il cuore del nostro sistema Paese: il diritto universale alla salute, definito dal Capo dello Stato come “pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà”.
Un contrasto stridente: il peso dei numeri.
Le riflessioni del Presidente si innestano su un terreno complesso. Proprio in questi giorni, i dati diffusi dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) in merito alla nuova piattaforma sulle liste d’attesa, dipingono uno scenario critico: nei primi quattro mesi dell’anno, quasi due milioni di visite ed esami clinici non sono stati erogati entro i tempi massimi previsti.
Un dato che rende ancora più urgente l’ammonimento di Mattarella:
“Non dovrebbe esservi neppure bisogno di ricordare che il necessario radicamento dei servizi di cura non può tollerare disparità fra territori, a partire dalle aree interne dell’Italia: sarebbe come a dire un diritto alla salute diseguale per i cittadini.”
Oltre la tecnologia: la centralità del “prendersi cura”.
Nel suo intervento, Mattarella ha ribadito che la carenza di infermieri in Italia è una sfida non più eludibile. È necessaria una riflessione profonda sulla centralità di questa funzione, essenziale per il funzionamento dell’intera società.
Il Presidente ha tracciato una linea netta, che appare in perfetta sintonia con la recente enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV:
- Solidarietà non eccezionale: La cura non deve essere un evento raro, ma parte integrante del nostro benessere e della nostra sicurezza.
- Curare la persona, non la malattia: In un’epoca di iper-tecnologizzazione della medicina, l’infermiere rappresenta il perno decisivo per mantenere viva la relazione umana.
- Etica e Umanità: Gli infermieri sono “esempio di etica e di umanità”, professionisti che agiscono senza distinzioni, incarnando i diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
Un impegno per il futuro.
Come sottolineato dal Dott. Silvestro Giannantonio, Capo ufficio stampa della FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), il lavoro quotidiano degli infermieri è il vero motore dell’universalità del diritto alla salute. Essi rappresentano quel saldo punto di riferimento che, senza discriminazioni, sostiene la comunità nelle fragilità della vita.
In questo 2 giugno, celebrare la Repubblica significa dunque anche impegnarsi concretamente per una sanità che sia davvero equa, accessibile e rispettosa della dignità di ogni persona.
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