Foggia – Non si arrestano le violenze contro gli operatori sanitari, e a Foggia si riaccende lo scontro sulla sicurezza sul lavoro. Nonostante i dispositivi siano già stati acquistati e il personale sia stato formato, le body cam destinate ai lavoratori del Servizio 118 restano inutilizzate a causa di ritardi burocratici. A denunciare con forza la situazione è la FP CGIL di Foggia, che attraverso una nota ufficiale indirizzata alla ASL e alla Prefettura punta il dito contro l’inerzia amministrativa.
Un’emergenza quotidiana: l’episodio di Apricena.
La denuncia del sindacato arriva all’indomani dell’ennesimo, gravissimo episodio di violenza registrato ad Apricena. Un equipaggio del 118, impegnato in un intervento di soccorso, è stato violentemente bloccato lungo il tragitto, aggredito con calci e pugni e persino minacciato con un’arma per impedirgli di raggiungere il paziente.
- Il grido del sindacato: “Chi soccorre non può diventare un bersaglio”, sottolinea la FP CGIL, evidenziando come medici, infermieri e soccorritori continuino a operare in condizioni di estremo pericolo.
Il paradosso delle body cam: acquistate ma bloccate dalla burocrazia.
La situazione è aggravata da un vero e proprio cortocircuito procedurale. L’Azienda sanitaria ha investito risorse pubbliche per l’acquisto delle body cam e ha completato la formazione del personale, ma i dispositivi non possono essere attivati. All’appello mancano ancora:
- L’adozione del Regolamento sulla Privacy.
- La stesura della Valutazione di Impatto (DPIA).
- La formalizzazione delle relative procedure operative.
Il risultato di questa paralisi è che gli strumenti di deterrenza e protezione restano serrati nei cassetti degli uffici, mentre per strada il personale continua a subire aggressioni.
Le richieste della FP CGIL e le normative disattese.
La FP CGIL chiede alla Direzione Generale della ASL Foggia un’azione immediata per accertare le responsabilità di questo stallo e l’emanazione ad horas del Regolamento Privacy per consegnare operativamente le body cam agli operatori.
Inoltre, il sindacato evidenzia una generale assenza di campagne informative e formative sulle novità normative introdotte a tutela della sicurezza nei luoghi di cura (come il D.Lgs. n. 137/2024 convertito nella Legge n. 171/2024, che prevede l’arresto in flagranza differita) e la mancata attivazione di protocolli d’intesa con la Prefettura per un sistema integrato di pronto intervento, già attivi in altre province italiane.
In assenza di risposte rapide e di una data certa per l’attivazione dei dispositivi, la FP CGIL è pronta a mettere in campo senza esitazione tutte le azioni sindacali, politiche e legali a tutela della dignità e dell’incolumità dei lavoratori.
Share this content:
