SIAPS: «Bene aumentare gli stipendi degli infermieri. Ora lo stesso metodo per 87.000 professionisti sanitari».
Prima di discutere di Job Evaluation, punteggi e sistemi per stabilire quanto “vale” una professione sanitaria, è necessario spiegare da dove nasce la cifra di 1,111 miliardi di euro di cui si sta parlando.
La proposta nasce dal Coordinamento tecnico della Commissione Salute delle Regioni, nell’ambito delle richieste per la Legge di Bilancio 2027.
Il pacchetto sanitario complessivo proposto supera i 18 miliardi di euro nel triennio 2027-2029 e comprende interventi sul personale, sui farmaci, sull’innovazione terapeutica e sul finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale.
All’interno di questo pacchetto compare una proposta specifica per gli infermieri del SSN: 1,111 miliardi di euro annui.
Non sono ancora risorse definitivamente stanziate dal Governo: si tratta di una proposta delle Regioni. Ma è soprattutto il metodo utilizzato a meritare attenzione e critiche.
Il calcolo parte dal confronto con l’Europa: € 36.560 di retribuzione annua lorda presa come riferimento per l’infermiere italiano contro € 49.727 della media indicata per l’Europa occidentale, corretta per il potere d’acquisto. Un divario di € 13.167, del quale si propone di recuperare due terzi, cioè € 8.778 annui, prendendo come riferimento 277.138 infermieri.
Il SIAPS dice con chiarezza: Bene, ma se questo è il metodo, deve valere per tutti.
Nel SSN lavorano infatti, oltre agli infermieri, oltre 80.000 professionisti sanitari delle aree tecnico-sanitaria, della riabilitazione, della prevenzione e ostetrica.
Il Ministero della Salute ha pubblicato i dati il 6 agosto 2026 il Rapporto sul personale riferito al 2024, basato sul Costo annuale e si registrano 40.072 professionisti tecnico-sanitari, 24.306 della riabilitazione e 10.213 della prevenzione, ai quali va aggiunto il personale ostetrico di 12.433.
Parliamo di TSRM, TSLB, fisioterapisti, tecnici della prevenzione, dietisti, logopedisti, assistenti sanitari, educatori professionali, terapisti occupazionali, tecnici ortopedici e degli altri profili sanitari.
La proposta SIAPS è semplice e soprattutto non vuole mettere professione contro l’altra, come sta’ accadendo ultimamente.
I fondi previsti per gli infermieri devono rimanere agli infermieri e non chiediamo di sottrarre un solo euro, chiediamo invece che Governo e Regioni effettuino lo stesso confronto Italia-Europa per ciascuna delle altre Professioni Sanitarie.
Quanto guadagna un TSLB italiano rispetto al corrispondente professionista europeo, quanto un TSRM, quanto un fisioterapista, un tecnico della prevenzione, un dietista, un logopedista o un’ostetrica.
Si calcoli il differenziale retributivo, professione per professione, utilizzando gli stessi criteri e la stessa correzione per il potere d’acquisto adottati per gli infermieri, e sulla base dei risultati si costituisca un secondo stanziamento aggiuntivo e specificamente destinato alle altre Professioni Sanitarie.
Non chiediamo di dividere 1,111 miliardi tra tutti, ma chiediamo che a quel finanziamento se ne aggiunga un altro, costruito sulla platea e sui differenziali europei delle altre Professioni Sanitarie.
Perché non sarebbe comprensibile utilizzare l’Europa per dimostrare che un infermiere italiano è sottopagato e non utilizzare lo stesso parametro per verificare quanto è sottopagato un tecnico di laboratorio, un TSRM, un fisioterapista o un tecnico della prevenzione, ma usare lo stesso metodo, stessi parametri, e risorse aggiuntive.
Se vogliamo avvicinare gli stipendi della sanità italiana a quelli europei, facciamolo seriamente.
L’Europa non può essere il metro per una professione e scomparire quando arriva il momento di misurare tutte le altre.
Il benchmarking europeo deve riguardare professione per professione e deve allineare ed adeguare gli stipendi di tutti i professionisti sanitari.
Il SIAPS chiede alla politica di quantificare e finanziare i relativi gap salariali.
Michele Placentino
Segretario Generale SIAPS
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