Servizio 118: a San Marco in Lamis sparisce il Pronto Intervento.

Servizio 118: a San Marco in Lamis sparisce il Pronto Intervento

Lo scorso 18 maggio a Bari presso la Fiera del Levante i responsabili della Sanità regionale hanno incontrato tutti i sindaci per illustrare la riorganizzazione del servizio di Emergenza/Urgenza territoriale e, di conseguenza, dei Punti di Primo Intervento (PPI).

In ottemperanza al DGR 1933/2016 il PPI di S. Marco in Lamis sarà trasformato in postazione fissa medicalizzata del 118 (MIKE) con sede presso nel PTA (presidi territoriali di assistenza) ex Pronto Soccorso. Tale evento, sic et simpliciter, è penalizzante per il nostro territorio soprattutto in considerazione di alcune criticità già esposte durante l’incontro. 

In base alla mia trentennale esperienza professionale nel settore dell’Emergenza/Urgenza medico/chirurgica, il particolare tipo di riorganizzazione proposta potrebbe essere efficiente ed efficace soltanto se venissero potenziati i servizi di assistenza territoriale (ambulatori dei medici di base e strutture preposte alla continuità assistenziale come il nostro ospedale): l’obiettivo sarebbe ridurre il flusso presso i centri di riferimento delle urgenze meno gravi (identificate come codici bianchi e verdi).    

E’ dolente constatare che dopo circa 10 anni l’ospedale “Umberto I” sta ancora aspettando la riconversione. Dopo la rapida chiusura dei reparti esistenti, si è assistito alla progressiva ristrutturazione delle stanze di degenza e del parcheggio, sono stati acquistati nuovi arredi ed è stato costruito un nuovo ascensore esterno. I nuovi reparti non sono però mai stati inaugurati e ancora oggi sono privi di pazienti e personale sanitario. 

Tali eventi fanno capire perché le parole “riconversione” e “riorganizzazione” incutono timore. Esse sono infatti indicative di “interruzione” e “chiusura” di un numero più o meno grande di servizi e lasciano solo sperare che quanto detto o scritto venga prima o poi tradotto in realtà. 
 
La più grande perplessità che il piano di riorganizzazione proposto suscita riguarda l’assenza di risposte adeguate alla richiesta di prestazioni medico/chirurgiche meno importanti (codici verdi e bianchi). Il mancato trattamento presso la “medicina di base” o le più piccole strutture sanitare costringerebbe i pazienti con tali richieste a lunghe ore di attesa presso i pochi, grandi ospedali di riferimento deputati alla gestione delle patologie più gravi e complesse, minacciose per la vita (codici gialli e rossi). 

Tali considerazioni ci spingono a chiedere ai responsabili sanitari della Regione Puglia: 

  • di completare la riconversione dell’ospedale “Umberto I” attivando i reparti già attrezzati;

  • di adoperarsi per potenziare e motivare la “medicina del territorio”;

  • di continuare nell’educazione sanitaria con attenzioni rivolte non solo all’utenza ma anche agli operatori coinvolti nella riorganizzazione del servizio di Emergenza/Urgenza.

  • L’obiettivo del piano deve essere sia un SERVIZIO adeguato all’utenza sia il soddisfacimento di un BISOGNO di salute. Una rete di Emergenza/Urgenza ottimale e efficiente pur attribuendo maggiore importanza al paziente più compromesso non deve sottovalutare il paziente meno grave.

  • In aggiunta a quanto ribadito durante la riunione del 18 Maggio, le tesi sopra esposte potrebbero a nostro avviso contribuire a completare la riorganizzazione del servizio di Emergenza/Urgenza territoriale. Invitiamo formalmente il dott. Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, e il Direttore del dipartimento regionale per le politiche della salute Dr Giancarlo Ruscitti, a visitare il nostro ospedale per valutare lo stato di avanzamento dei lavori e la necessità di una riconversione idonea a soddisfare le aspettative di salute dei sammarchesi e dell’intera Regione.

Angelo Ianzano, Infermiere e Politico

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