hospice: luogo di vita?

OSS in Hospice: accompagnare è un'esperienza di amore unica!

La testimonianza straziante di una Operatrice Socio Sanitaria.

Abbiamo chiesto ad un'Operatrice Socio Sanitaria di parlarci dell'esperienza del lavoro in Hospice, il luogo dove sono molte le parole chiave: dignità, accompagnamento, rispetto. E amore. Luana è un'Operatrice Socio Sanitaria prossima alla pensione che da oltre 10 anni lavora in Hospice. Ci confida di esserci arrivata per caso ma che se ne è innamorata dopo poco e che lì vi ha trovato tantissimo di quanto ormai perso in alcuni altri ambienti di cura. Sentiamo le sue parole, luminose di emozioni e significati.

L'Hospice è un luogo da alcuni considerato come un'anticamera verso qualcosa di più grande o un'ultimo gradino di una scala. Hanno ragione?

Ho sentito molte volte parlare dell'Hospice in questo modo. Alcuni hanno una visione forse condizionata da visioni religiose, altri cercano di fuggire dall'idea che la morte sia inevitabile negandosi emotivamente a tutto ciò che la riguarda. L'Hospice è molto spesso associato alla morte ma vi dico una cosa: non esiste errore più grande che abbinarlo a questo!

A cosa abbineresti l'Hospice, dopo dieci anni di esperienza qui?

Forse è scontato ma per partire lo abbinerei alla vita. All'hospice troviamo la vita, nella sua forma più pura e fragile. Proprio quando un essere umano comprende che non potrà vivere ancora per sempre tutto ciò che è superfluo cade a terra, come foglie d'autunno.

E cosa rimane?

Rimangono emozioni. Rimangono rapporti reali e privi di quelle cose che ci si sedimentano negli anni. Rimangono ricordi, a volte rimpianti.

Rimangono sogni che non si avvereranno ma quasi sempre senza tormento, con dignità.

Come pensi sia possibile garantire la dignità alle persone in stato terminale?

Le persone diventano non più autosufficienti. E' un errore farglielo pesare ma anche un errore indurre a falsi credo. La situazione non andrà mai a migliorarema non per questo ci si deve abbattere. La morte è una delle cose della vita.

"La morte è una delle cose della vita". Una frase bellissima, molto saggia. Come pensi si possa spiegare approfondendo questo concetto?

In hospice non ho trovato soltanto organismi che cessano la loro esistenza ma persone. E le persone vanno accompagnate in questo viaggio. Proprio come un viaggio vero  e proprio: occorre capire insieme cosa manca per essere pronti. Noi operatori sanitari non siamo i principali attori di questo ma ne possiamo far parte. 

E prendersi cura della persona e partecipare a questa "preparazione" equivale a quando la mamma ci sistemava il colletto del grembiule prima di lasciarci entrare a scuola. Un ultimo, accurato, gesto d'amore. E l'amore è un elemento tipico della vita, non della morte. Per questo in Hospice troviamo tantissima vita: perchè celebriamo la vita, la prepariamo e la accompagniamo verso l'ultimo respiro. Nel miglior modo possibile. Siamo solo attori della vita e della sua poesia.

Una testimonianza meravigliosa che porta anch'essa con se molta poesia. Ringraziamo la collega per la testimonianza.

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Dott. Marco Tapinassi
Author: Dott. Marco TapinassiWebsite: http://www.assocarenews.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Vice-Direttore. Infermiere, webwriter, attentatore di biscotti. Esperto nella gestione di pazienti con Alzheimer e Demenze. Immagina l'informazione come un fattore di crescita. Non perde nemmeno un tè con il suo Bianconiglio.
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