Infermieri pediatrici sul piede di guerra: stufi di essere considerati di serie B!

Storie di infermieri pediatrici: è l'ora di farsi sentire!

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Gli Infermieri pediatrici sono considerati troppo spesso infermieri di serie B. Il quotidiano sanitario nazionale Assocarenews.it continua la sua campagna raccogliendo le storie di giovani infermiere pediatriche che attraverso le loro esperienze dirette ci dipingono il panorama del mondo lavorativo, ingiusto e per niente appagante.

Mi chiamo Francesca e sono di Napoli.

Sono un’infermiera pediatrica .... ma solo sulla pergamena! Sono laureata da più di due anni con il massimo dei voti: lode, plauso, bacio accademico e quanti più ne abbia più ne metta! ...Ma solo sulla pergamena...! In due anni ho conseguito due master per poter aumentare un po’ il mio curriculum e durante queso periodo ho fatto colloqui con quasi
Tutte le cliniche di napoli. La gratificazione di fare il colloquio me lo davano devo dirlo... ma è stata sempre una perdita di tempo. La riposta era: ‘’ hai un bel curriculum ma sei un ‘infermiera pediatrica non saprei come poter sfruttare al pieno la tua figura’’ e quindi di ritorno a casa. Oggi mi trovo a fare volontariato presso una Rianimazione Pediatrica... lavoro senza profitti se non quello di imparare il lavoro e portarlo a casa... allora io mi chiedo: ma l’Italia è davvero così egoista?! Creare un corso di laurea e non offrire lavoro al termine. Un business di soldi che non da profitti per i lavoratori ma solo per i politici. Ci tengo molto alla mia figura... e dovrebbe stare a cuore anche alla popolazione perché noi curiamo i bambini....
Noi assistiamo i VOSTRI figli!
La nostra preparazione permette di fare la differenza in campo pediatrico ...
Come la preparazione del l’infermiere non pediatrico permette di lavorare in modo corretto in un reparto per adulti.
Scegliere una professione significa scegliere cosa voler fare della propria vita ... quindi non ci private di quello che ci appartiene!
Ma ci appartiene perché lo abbiamo conquistato non perché c’è stato regalato; conquistato con sacrifici, giorni spesi nei treni, nei reparti e sui libri. Dateci la considerazione che meritiamo... non vogliamo oneri importanti ma solo quello che ci meritiamo!
Spero che l’Italia si svegli da questo ‘’Out’’ al più presto altrimenti tra pochi anni sarà una nazione di anziani.
 

Il mio nome è Giorgia.

Mi sn laureata il 2011 cn 110 lode alla Federico II. L inverno ho provato a fare i primi concorsi..ho inviato curriculum in tutta Italia x cliniche private e puntualmente mi passavano avanti sempre raccomandati! Ho fatto nei sei mesi post laurea un tirocinio all ospedale civile Rummo di BN, poi visto k nn si sbloccava nulla ho fatto mille altri lavoretti dalla commessa all’animatrice alle ripetizioni private ai ragazzi di medie e superiori. Alla fine la mia fortuna è stato il concorso di Padova dove sono arrivata 15ma. Ho avuto la chiamata x Verona. Lavoro qui dal 2015 nel reparto di oncoematologia pediatrica e siamo un bel team, molto attivo e affiatato.
Ovviamente mi sento fortunata a poter dire che lavoro! Colleghe che si sono laureata con me sono ancora disoccupate perché i perché i concorsi per la nostra professione sono praticamente quasi inesistenti e quando si presentano non sono mai maggiori di 20 posti.... ma esagerato! Continuerò a combattere a fianco a loro affinché questa figura venga riconosciuta come merita.

Author: Dott.ssa Emilia SparavignaEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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