Infermieristica Area Pediatrica e Neonatologica: risorsa del Sistema Salute.

Infermieristica Area Pediatrica e Neonatologica: risorsa del Sistema Salute

Il tema della tutela della salute dei minori è una questione importante da portare all'attenzione dei cittadini e della politica. La forte attenzione della società verso i bambini, che saranno gli adulti e gli anziani di domani, va strategicamente e professionalmente sostenuta se si intende investire sul futuro. Ecco perché occorre rilanciare e valorizzare il ruolo degli Infermieri Pediatrici e dell'Infermieristica dell'Area Pediatrica e Neonatologica.

Mi piace ricordare a tal proposito una riflessione del Prof. Brusaferro alla X Conferenza nazionale FNOPI tenutasi quest’anno a Bologna: "nel futuro dobbiamo creare un sistema attento alle persone, contatti remoti e reti per i fragili ma senza non considerare i giovani che sono “poveri” e corrono rischi in tema di salute. Bene l’attenzione ai fragili ma è importante per il futuro un’attenzione ai giovani”.

Il problema degli anziani, della cronicità è certamente prioritario nel sistema salute e delle professioni sanitarie ma non deve essere essere considerato residuale quello della salute dei bambini, su cui è necessario dare evidenza e fare investimenti, anch'esso va messo a sistema.

L' Italia è fanalino di coda, dal rapporto Unicef 2013, per attenzione ai problemi pediatrici.

In alcuni momenti storici come quello attuale è importante una riflessione collettiva a tutto campo sul futuro della tutela della salute e dell'assistenza infermieristica ai minori ed alle famiglie, anche alla luce delle norme intervenute Legge Gelli, Riforma Ordini e Contratto Collettivo di Lavoro.

Le norme a tutela della salute del minore

Il “Codice del Diritto del minore alla salute e ai servizi sanitari” approvato in Italia nel 2012, rappresenta un riferimento verso la garanzia dei diritti dei minori in campo pediatrico sanitario poiché si pone come obiettivo quello di fornire degli strumenti di tutela dei minori che vivono le diverse realtà sanitarie nell’ottica prevista dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza emanata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989 (art.24). Il Codice agli art. 3 e 6 richiama il Diritto alla salute del minore e la continuità delle cure e ,poi, all’art.12 evidenzia il tema della “Formazione degli operatori”: “I minori hanno diritto di essere curati ed assistiti da medici, infermieri e altri professionisti sanitari che abbiano unaspecifica formazione di base o una specializzazione post-laurea in ambito pediatrico e adolescenziale.

Uno sguardo al resto del Mondo e all’ Europa

Gli standard professionali delle società americane e canadesi sottolineano l'importanza di un numero minimo di infermieri “esperti-specialisti” di neonatologia o pediatria nelle realtà in cui vengono assistiti i bambini.

La survey della PNAE sulla formazione degli infermieri pediatrici in Europa, condotta nel 2003,  e ripetuta nel 2010 per verificare eventuali evoluzioni in questo ambito, e alla quale hanno partecipato 30 paesi, conferma, non solo la diffusione della formazione pediatrica per gli infermieri in tutta Europa, ma anche l’eterogenicità e le diverse forme attraverso le quali i paesi si sono organizzati. 23 paesi hanno una formazione specifica per gli infermieri pediatrici

  • 6 paesi hanno la formazione branch nurses (Austria, Germania, Irlanda, Italia, Serbia e Gran Bretagna), ma c’è anche la possibilità di accedere ad una formazione post-base (doppio percorso) (n.4).
  • 17 paesi hanno la formazione post-base (post registration programme) tra cui Spagna, Francia, Grecia, Portogallo e alcuni stati del Nord Europa, con altri che hanno iniziato il percorso nel 2011 (Croatia e Estonia). In alcuni stati sono definiti con chiarezza gli standard di esercizio professionale (Belgio, Olanda,Svezia) con obbligo di esercizio al solo personale specializzato.

Solo 8 paesi prevedono la sola qualificazione di infermiere generale, anche per assistere i bambini (Cipro, Danimarca, Finlandia, Islanda, Romania, Malta, Slovenia, Svizzera).

Il documento sull’Educazione del PNAE (2007)[1], sottolinea, come i programmi di formazione per l’infermieristica generale in molti paesi, non diano la preparazione necessaria agli infermieri per praticare come infermieri pediatrici, al fine di accertare, pianificare, gestire e valutare l’assistenza infermieristica in modo indipendente, nei neonati, bambini e giovani adulti.

La survey,inoltre, ha evidenziato che c’è uno specifico registro nazionale per gli infermieri pediatrici in 17 paesi, in altri c’è un unico registro nazionale per tutti gli infermieri, ove però per alcuni rispondenti, è possibile identificare coloro che hanno una qualifica specifica di infermiere pediatrico. 

Le scelte sono principalmente legate all'organizzazione dell’assistenza pediatrica nel Sistema Sanitario Nazionale. 

Quali bisogni e quali competenze professionali sono necessarie in Area pediatrica e neonatologica.

Le competenze richieste per l'assistenza al neonato e al bambino sono specifiche e riguardano un’età, i primi 18 anni di vita, che per effetto dell'evolutività subisce profondi cambiamenti, che poi non accadranno più per tutta la vita dell'uomo.

La specificità dei bisogni di salute del neonato, bambino ed adolescente e della sua famiglia è evidente, la presenza di malattie tipiche dell’infanzia. Tale specificità è supportata fortemente da evidenze scientifiche del nursing.

L’approccio clinico assistenziale per i pazienti pediatrici è specifico per fisiopatologia e anatomia, nonché per componenti emotive e relazionali facilmente comprensibili. Così come la specificità dei trattamenti, delle terapie e dei dosaggi farmacologici.

La popolazione dei bambini di età 0-18 anni è pari a circa il 18% della popolazione totale e nonostante il decremento progressivo delle nascite sono attuali, futuri e peculiari nuovi problemi di salute e di educazione sanitaria dei bambini e delle famiglie (urgenze-emergenze domestiche, stradali e scolastiche, malattie rare e complesse, disabilità, neonato e prematurità, salute mentale e dipendenze, vaccinazioni, minori stranieri) che vanno tutelati con risposte appropriate, uniformi sul territorio nazionale. Va garantita la migliore qualità delle cure, sicurezza negli interventi nonché risposte assistenziali infermieristiche efficaci.

Tema, all’ordine del giorno, è la continuità delle cure di giovani adolescenti per cui sarebbe necessario apportare modifiche al profilo dell’Infermiere pediatrico o definire una norma transitoria di salvaguardia per tutelare  il campo di attività e responsabilità dell’infermiere pediatrico che si trovi ad operare in ambiente pediatricoper continuità assistenziale anche su pazienti MAGGIORENNI (over 18) affetti da malattie acute e croniche in assenza di percorsi di transational care. Il fenomeno, oggi, interessa circa il 3-5% dei pazienti ricoverati negli ospedali pediatrici a fronte del 95-97% di neonati e bambini ricoverati.

Il mondo dell’esercizio professionale

Oggi neonati, bambini e adolescenti in Italia possono essere assistiti da :

  • INFERMIERI PEDIATRICI (DM 70/1997)
  • INFERMIERI GENERALISTI (DM 739/1994)
  • INFERMIERI GENERALISTI con FORMAZIONE INFERMIERISTICA post-base (titolo preferenziale per l'esercizio delle funzioni nell'area) – Master clinico (DM739/1994)
  • OSTETRICHE limitatamente al neonato fisiologico, all'assistenza materno-neonatale e al neonato critico in situazione emergenziale in sala parto (DM740/1994)

Gli infermieri pediatrici sono iscritti ad uno specifico albo nell’ambito degli OPI e avranno ai sensi della norma (Legge 3/2018) una Commissione di Albo specifica all’interno dell’OPi e una rappresentatività all’interno della FNOPI.

Fino ad oggi, In Italia, la rete dei medici neonatologi, dei pediatri e delle infermiere pediatriche ha permesso in questi ultimi 70 anni di garantire in termini di salute complessiva di questa fascia di popolazione e di offerta dei servizi buoni esiti seppur disomogenei sul territorio nazionale.

Nel Sistema Sanitario Italiano oggi sono presenti circa 14.000 pediatri di cui 7000 di famiglia, 5000 ospedalieri, 1500 universitari e 500 di comunità.

Entro il 2015 i pediatri dovrebbero raggiungere quota 15.000 e poi nel decennio 2015-2025 diminuire di circa 3500 unità per attestarsi nel 2025 a circa 11.500 (meno 22%).

La diminuzione presunta dei bambini nello stesso arco di tempo è pari al 12,5% da 8 milioni a 7 milioni.

Oggi, i dati OCSE, ci dicono che sono presenti 1,2 Infermieri pediatrici ogni 1000 minori fino ai 18 anni e 2,1 ogni 1000 minori fino ai 14 anni e 1,5 Pediatri ogni 1000 minori fino ai 18 anni e 2,6 ogni 1000 minori fino ai 18 anni. A fronte di 6,5 Infermieri ogni 1000 adulti e 4,1 Medici di Famiglia ogni 1000 adulti.

Nei prossimi dieci anni assisteremo ad una riduzione dei pediatri presenti sul territorio nazionale di circa -20%, gli Infermieri pediatrici sono in lieve ma progressivo aumento, oggi circa 11.000, e possono costituire una risorsa importante e strategica del sistema sanitario e professionale. Una ricchezza, un patrimonio che non tutti i paesi europei hanno

Si prevede una diminuzione dei ricoveri ospedalieri con un potenziamento della pediatria di gruppo e di famiglia.

I tassi di occupazione delle professioni sanitarie, e anche di quella infermieristica pediatrica, hanno iniziato a risalire dall’anno 2015 al termine dei blocchi di turn-over legati ai piani di rientro, pur non raggiungendo i buoni livelli degli anni 2005-2007.

La minor occupazione riguarda tutte le professioni sanitarie,  per l'infermieristica pediatrica si tratta , forse, anche di una sottoccupazione all'interno della grande famiglia professionale degli infermieri. Le Aziende sanitarie per motivi legati alla gestione flessibile delle risorse preferisce assumere infermieri di assistenza generale.

Oggi, il trend si sta modificando e, grazie all’attenzione della politica e della politica professionale sono banditi parecchi concorsi per infermieri pediatrici in diverse Regioni italiane.

Un forte limite allo sviluppo dell’infermiere “masterizzato” in infermieristica pediatrica e neonatologica è rappresentato dalla normativa concorsuale vigente in Italia che prevede l’assunzione del personale per concorso pubblico per specifico profilo/qualifica professionale. 

L’infermiere pediatrico può essere assunto in caso di fabbisogno necessario.

L’infermiere con master in infermieristica pediatrica e neonatologica non può essere assunto in caso di necessità.

Altro tema da porre all’attenzione quello della sicurezza delle cure che in ambito neonatologico e pediatrico si amplifica, i bambini per Loro caratteristiche psico-fisiche sono più a rischio.

Il mondo Universitario e delle associazioni professionali

Quest’anno l’Università ha ridotto del 30% i posti per Infermiere pediatrico. Sono stati definiti 198 posti a fronte di una richiesta di 322 da parte delle Regioni. Regioni che dovrebbero rappresentare le necessità e il mondo operativo del lavoro.

Sono presenti 9 Corsi di Laurea distribuiti sul territorio nazionale, con una prevalenza di posti autorizzati al sud, dove la carenza di infermieri pediatrici è maggiore.

Alcune Università hanno attivato i master in infermieristica neonatologica e pediatrica. Sul territorio nazionale circa 500 infermieri sono masterizzati.

Il corso di Laurea in infermieristica prevede in ambito neonatologico e pediatrico circa 40 ore di teoria e nessuna ora di tirocinio se non opzionale.

Oggi in ambito neonatologico e pediatrico le buone pratiche assistenziali sono frutto di ricerche, studi scientifici, evidenze che le università di scienze infermieristiche pediatriche e le società scientifiche pediatriche stanno mettendo in luce come esclusive dell'area.

Quali le conclusioni,tutt’altro che semplici e scontate, dopo questa disamina, per garantire la migliore assistenza infermieristica ai bambini, per aiutarli e sostenerli con competenza in momenti difficili ed importanti della vita di una famiglia in cui l'evento “malattia” di un bimbo acquisisce un senso particolare.

Nel 2014 gli Infermieri pediatrici nell’ambito di un indagine dell’allora IPASVI hanno espresso la volontà di non voler restare fermi ma nemmeno quella di essere considerati professione ad “esaurimento”. Hanno chiesto un “Evoluzione della situazione attuale con impegno collettivo per dare corso a interconnessioni formative e operative tra infermiere pediatrico e infermiere specializzato in assistenza infermieristica pediatrica e neonatologica, individuare e porre in essere ogni facilitazione prevista dall'ordinamento universitario per l'acquisizione del titolo di infermiere per l'infermiere pediatrico e del titolo di infermiere pediatrico per l'infermiere,mantenere i corsi di laurea in infermieristica pediatrica ma attivare e contestualmente sostenere, preferibilmente nelle attuali sedi del corso di laurea in infermieristica pediatrica, anche i master specialistici in assistenza infermieristica pediatrica e neonatologica”.

Sono passati 4 anni da allora, molti percorsi integrativi sono stati promossi dalle Università e la FNOPI sta lavorando alla revisione dell’impianto della Formazione Universitaria.

Ma è sull’ambito dell’esercizio professionale che ci aspetta la sfida più complessa, che dovra’ essere affrontata con strategie nuove che tengano conto dell’evoluzione continua del sistema salute e professionale. Si parla di infungibilità, della definizione di standard di esercizio professionale, di sviluppo e valorizzazione professionale e di revisione delle normative di reclutamento del personale. Tutto ciò dovrà trovare sinergia e linearità in un disegno complessivo armonico.

L’attenzione dell’attuale Presidente, Barbara Mangiacavalli, e del Comitato Centrale della FNOPI al tema dell’infermieristica pediatrica è sempre stata puntuale e massima. Non si può che auspicare nella ricerca delle migliori soluzioni possibili. Certa che, come sempre, la soluzione verrà presa nell’interesse dei bambini, delle famiglie e dei professionisti tutti.

[1] Paediatric Nurse Education in Europe, A Position Statement by the Paediatric Nursing Associations of Europe (PNAE). Disponibile al sito: http://www.rcn.org.uk/__data/assets/pdf_file/0006/371355/PNAE_statement_on_the_education_-_finalupdated_November_2008.pdf 

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Dott.ssa Gabriella Costamagna
Author: Dott.ssa Gabriella CostamagnaEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Direttore Professioni Sanitarie AO Mauriziano di Torino - Coordinatore regionale CID Italia- Piemonte e Valle d'Aosta. Professore a Contratto Management ed organizzazione assistenza Corso di Laurea Inf. Ped UNITO. E' stata componente del board tecnico AGENAS-GINS che ha elaborato il "Manuale standard valutazione punti nascita", del gruppo permanente IPASVI su infermieristica pediatrica, Dirigente Servizio Assistenza AO Pediatrica ed Ostetrico ginecologica OIRM S.ANNA di Torino, referente per la Regione Piemonte della Commissione Nazionale "Formazione in sanità". Autrice di numerosi articoli, abstract ed alcune pubblicazioni sul management e sull'infermieristica di area neonatologica e pediatrica.


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