La contropulsazione aortica: tutto quello che c'è da sapere!

Contropulsazione aortica: procedura, tecniche e teoria

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Contropulsazione aortica

La contropulsazione aortica (IABP) - Intra Aortic Balloon Pump - è una tecnica di assistenza meccanica cardiocircolatoria, che avviene mediante un dispositivo chiamato contropulsatore aortico.

Esso consiste in un palloncino di forma allungata posizionato in aorta discendente, circa 1-2- cm sotto l’emergenza dell’arteria succlavia sinistra (e sopra l’emergenza delle arterie renali), gonfiato con un gas inerte, non esplosivo, che è l’elio (circa 30-50 ml). La bassa densità di questo gas permette un gonfiaggio-sgonfiaggio molto rapido, inoltre, per le sue caratteristiche chimico-fisiche è limitato il danno di embolia gassosa in caso di rottura del palloncino.

Il posizionamento può avvenire per via chirurgica o, più frequentemente, per via percutanea, attraverso l'arteria femorale usando la tecnica di Seldinger, e può essere verificato usando la radiografia del torace (individuare il marker radio-opaco della punta del catetere a livello del secondo-terzo spazio intercostale sinistro). Il contropulsatore è costituito da una parte pneumatica e da una parte elettronica.
La parte pneumatica (meccanica), connessa al palloncino permette di gonfiarlo e sgonfiarlo ad ogni ciclo cardiaco. La parte elettronica (di regolazione e controllo) provvede a sincronizzare e sorvegliare il funzionamento di tutto il sistema. Il contropulsatore può essere sincronizzato con l’onda pressoria (Trigger mode su pressione arteriosa – rispettivo trasduttore) oppure al tracciato elettrocardiografico, mediante 5 elettrodi applicati al torace del paziente. In seguito il medico ottimizzerà la temporizzazione del gonfiaggio e dello sgonfiaggio del pallone e regolerà il rapporto di assistenza (es. 1:1).

Principali indicazioni

Principali controindicazioni

Assolute
Patologie dell’Aorta: Insufficienza Aortica Grave, Dissecazione aortica, Aneurisma.

Relative
Forme patologiche gravi del sistema vascolare periferico.

Fasi IABP

Fase di gonfiaggio

La fase di gonfiaggio del palloncino avviene nella fase diastolica del ciclo cardiaco (ONDA T - valvole semilunari chiuse): il volume di sangue ivi presente viene spostato verso il bulbo aortico e ciò permette un incremento del flusso coronarico (migliore perfusione ed ossigenazione del cuore scompensato) e della pressione diastolica (riduzione del post-carico).

Fase di sgonfiaggio

La fase di sgonfiaggio avviene un istante prima della sistole cardiaca (ONDA Q): ciò permette al ventricolo sinistro scompensato di pompare “senza ostacoli” il sangue in un’aorta praticamente “semivuota”, cioè che fino ad un istante prima era occupata quasi totalmente dal palloncino gonfio (diametro palloncino circa inferiore/uguale al 90% del diametro aortico del paziente). Ne deriva un aumento del volume sistolico e della portata cardiaca.

 

Complicanze

Materiale occorrente per il posizionamento

Figure professionali generalmente coinvolte

 

 

Svezzamento e rimozione dell’IABP

Lo sfilamento del catetere viene solitamente preceduto da un processo di svezzamento per consentire al cuore un graduale adattamento all’incremento del carico di lavoro. Si procede ad una riduzione della frequenza di gonfiaggio del pallone (rapporto assistenza con pallone / frequenza cardiaca, da 1:1 a 1:8), fino ad ottenere una stabile separazione emodinamica del paziente dal presidio. Infine viene sgonfiato totalmente il palloncino.

Alla rimozione del catetere, nel caso di posizionamento tecnica di Seldinger, si procede ad una compressione dell’arteria distalmente al punto di inserzione favorendo il sanguinamento per alcuni secondi, affinchè vi sia la fuoriuscita di eventuali trombi formatosi sul catetere1.

 

Consigli pratici:

Sitografia

  1. http://www.anmco.it/uploads/u_cms/media/2014/12/28a39e42ef2868edf9f1226a41035a0e.pdf

Dott.ssa Chiara Gatti
Author: Dott.ssa Chiara GattiEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Infermiera in Terapia Intensiva Post Operatoria Cardiochirurgica. Ambito Neuroscienze: nel 2014 vincitrice del Premio ANIN RICERCA e dal 2017 Delegato ANIN per la Regione Marche.
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